LA VILLA DEGLI SPECCHI GEMELLI

TESTO E FOTO DI LISA PRIORESCHI

Una villa bellissima, uno di quei posti da sogno, immerso nel verde, che non smetteresti mai di visitare.

La prima volta in cui ho avuto la fortuna di potermi addentrare nelle sue sontuose stanze, quello che ho provato è difficilmente descrivibile. Il posto era affascinante e poter ammirare i colori di tutte quelle pitture ancora perfette sulle pareti era quasi surreale. Regnava sovrano un silenzio quasi totale. La sua posizione e l’enorme giardino attutivano i rumori del paese, lasciando arrivare solo il suono delle campane di una chiesa. 

La prima sala in cui entrai fu quella più famosa, ovvero quella che nell’ambiente urbex ha dato da sempre il nome alla villa: la sala degli Specchi Gemelli. Magnifica…monumentale… era l’elegante ingresso della villa. Ammirando la bellezza che ancora pervadeva quegli ambienti, non potei fare a meno di pensare a come doveva essere arredata e vissuta. Subito accanto, trovai quella che doveva essere la sala da pranzo ufficiale, ancora presenti la vetrina per la cristalleria e il mobile per il corredo da tavola. Ad oggi, i due mobili sono stati più e più volte vandalizzati restando solo come spettro di quello che erano. In un angolo della stessa stanza trovai un’antica cassaforte. Aperta, pesantissima, la porta ormai mangiata dalla ruggine, ma dal fascino magnetico. Decisi di andare subito di sopra e di lasciare le altre piccole stanze dietro a dopo.

Fatta la rampa di scale si aprì davanti ai miei occhi una maestosa grande sala affrescata in maniera sublime in cui faceva bella presenza di sé un bellissimo divanetto antico. Di sicuro, in tempi passati, una volta entrati in quella stanza, saremo stati rapiti dallo splendido panorama che si poteva contemplare affacciandoci dalle finestre. Una luce fortissima pervadeva la stanza e ti seguiva nelle stanze adiacenti. Sulla destra trovai la camera da letto padronale, con il mobilio in parte vandalizzato, ma che conteneva ancora degli effetti personali dei proprietari e i due materassi antichi riempiti di paglia. Al piano si trovavano anche altre camere da letto e una con un divanetto rotondo, di quelli che usavano al centro delle sale da ballo. Anche questo oggetto oggi non c’è più, se ne possono trovare i resti in uno dei balconi laterali, dove è stato buttato e spaccato. Procedendo con la visita entrai nelle stanze (molto più piccole e “moderne”) delle due ali aggiunte dietro alla casa, quelle che gli ultimi proprietari trasformarono in piccoli appartamenti da affittare per cercare di avere delle entrate per il mantenimento della villa. Erano stanze piccole, essenziali e senza alcun decoro alle pareti. In una vecchia cucina faceva ancora sfoggio di sé un imponente camino ed un lavello in pietra. Echi di un passato lontano. 

Salii ancora e nella soffitta trovai vecchie credenze piene di quaderni colmi di appunti e annotazioni spese, riviste fine anni ‘70, vestiti e tonnellate di libri gialli. La padrona di casa doveva avere decisamente un debole per queste letture. Altre stanze, altri letti molto più semplici. Vecchie valigie, vecchi decori natalizi e tanti, tantissimi giornali. 


Scesi per vedere il resto che mi ero lasciata indietro e scoprii il piccolo giardino d’inverno con le sue finestre dalla fattura particolare e anche qui, tanta roba ormai diventata spazzatura. Chissà se proprio in quella stanza, su quella poltrona, la padrona di casa si metteva comoda a leggere uno dei suoi gialli preferiti… Nel retro della casa trovai anche una stanza che doveva essere adibita a cantina per i vini e la cantina vera e propria, con tanto di botti e damigiane. 

Chi costruì e curò l’aspetto di questo posto, scelse un luogo dal panorama stupendo e circondò la villa di un enorme giardino monumentale. Pochissimo rimane di tutto questo, il giardino è ormai un groviglio di intricati rovi da cui tentano di scappare le due magnolie secolari… La scalinata monumentale a doppia rampa è sepolta sotto un glicine che, senza manutenzione, è diventato gigantesco ed invasivo. Ormai la stessa villa non è più visibile dal paese proprio a causa della folta vegetazione. Penso che sia un vero peccato. Ai tempi d’oro doveva essere una vera perla incastonata sulla collina. Facendo delle ricerche per cercare di sapere un po’ di più sulla sua storia ho poi scoperto che le stanze nobiliari, sono tutte state affrescate da Niccolò Torricini e che i vari ambienti erano colmi di innumerevoli opere d’arte, arazzi e splendidi mobili. Le foto d’epoca trovate mostrano com’erano alcune di quelle stanze e tolgono letteralmente il fiato.

DAL WEB: FOTO D'EPOCA

Non c’è una data certa dell’abbandono, ma dai documenti trovati al suo interno, si capisce che il declino cominciò con la morte del proprietario. La moglie, rimasta sola in una proprietà così grande cercò di affittarne delle parti, riadattandole, ma dopo qualche anno morì anche lei, lasciando la casa nell’oblio.

Ogni visita fatta, ha lasciato sempre di più l’amaro in bocca non solo per il peggioramento dello stato della villa, ma per la constatazione degli innumerevoli furti e atti di vandalismo. Durante la mia ultima visita, inoltre, ho potuto constatare che l’affresco della sala grande a piano terra (quella degli specchi gemelli) non potrà più essere ammirato, poiché crollato al suolo.

Ho scoperto anche che nell’estate del 2009, vennero rubati arazzi, molti mobili e quadri di valore. Il bottino fu recuperato in parte, quando il presunto ladro fu arrestato mentre cercava di piazzare dei quadri, ma tutto il resto sparì nel nulla. Notizie recenti riportano che la proprietà sia stata acquistata e che (forse, spero) verrà restaurata. © Lisa Prioreschi 2015

L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.

 

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