MAIORI

.                     44° EDIZIONE DEL CARNEVALE                      .

La parola “carnevale” fa venire subito in mente luoghi come Rio de Janeiro, Barranquilla o, per rimanere nel nostro paese, Venezia e Viareggio. Tuttavia, anche nel nostro paese sono moltissime le celebrazioni del carnevale poco o per niente conosciute. Pochi sanno del leggendario carnevale sardo o di quello di Putignano in Puglia. C’è una località a cui nessuno mai verrebbe mai in mente di associare il carnevale: Maiori. Quando si pensa ai minuscoli borghi “appesi” sulle ripide pareti della costiera amalfitana (Amalfi, Vietri, Furore, Atrani, Positano, Maiori, Minori etc.) vengono subito in mente gli agrumeti secolari che sfidano la legge di gravità, le maioliche, le decine di calette dal mare cristallino, la bellezza e la gentilezza della sua gente, la prelibatezza e genuinità della sua cucina. Possono venire in mente anche i tanti personaggi del cd. Jet-set che hanno frequentato questi luoghi, animato le calde estati e che sono spesso venuti andati ad abitare costruendo splendide residenze. Tuttavia, c’è un coloratissimo e vivacissimo carnevale che da quasi mezzo secolo riecheggia tra i fiordi e i valloni della Costiera: il Carnevale di Maiori o, per l’esattezza, Gran Carnevale Maiorese.

Nato nel 1971, con l’intento di coinvolgere anche gli altri paesi della Costiera Amalfitana, è oggi alla sua 44° edizione. Questa celebrazione non è affatto una versione minore dei carnevali più famosi, ma ha una sua propria identità. Chi vi ha partecipato, come il sottoscritto, ha potuto accorgersi che, nonostante la alienità di carri e maschere dai colori scintillanti con le icone classiche di questi luoghi, il carnevale ha una forte impronta “amalfitana”, intendendo con questo termine “la cultura e le peculiarità comuni della costiera”. 

In vero, nonostante la bellezza e maestosità dei carri e delle scenografie, è proprio la gente del luogo, di Maiori e proveniente da tutti i paesi limitrofi, ad essere interessante. Non si può non rimanere colpiti dalla bellezza di tutto questo, inserito in una scenografia naturale assolutamente unica. La sola passeggiata per arrivare a Maiori da Minori (dove è necessario lasciare l’auto o trovare albergo, essendo Maiori completamente chiusa al traffico e con pochissimi parcheggi disponibili) è un sogno. Una camminata stretti tra roccia e mare sconfinato, in processione tra persone con i costumi più strani e semplici osservatori sulla tortuosa e stretta strada costiera che collega i due borghi. Il carnevale di Maiori ha sempre avuto grande seguito, fin dalle prime edizioni degli anni settanta. Ha una serie di interessanti eventi collaterali che cercano di coinvolgere quante più persone possibili e di tutte le età. Questa edizione, che mentre scrivo ancora non è terminata, ha visto 4 carri nella parata della domenica dedicati a 4 nazioni: Francia, Italia, Inghilterra e Spagna.

C’è chi afferma che abbia perso un po’ della sua originale peculiarità e si sia omologato. Lascio la questione agli esperti di usi locali e del carnevale storico di Maiori, invitando a tutti quelli che non vi abbiano mai preso parte a farlo e vivere notti magiche: sarete, poi, voi a giudicare quello che avrete visto. 

 

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