ORA ET LABORA: Il Monastero che fu Ospedale dei poveri

Camminando per una nota cittadina della Campania si nota, oggi inglobato parzialmente nella città, uno scalone con in cima un grande edificio ingiuriato dal tempo. Si tratta di una chiesa con annesso monastero con una storia molto antica. Se ne ha notizia prima dell’anno mille, una struttura dedita al culto di San Giovanni che nel 955 divenne dei monaci benedettini verginiani, l’ordine del santuario di Montevergine. A quei tempi su quella collina scorreva un fiume, luogo, dunque, ideale per un insediamento. A partire dall’anno 1220 è certa la presenza all’interno della comunità religiosa di un ospedale per poveri. Nel XVIII sec. assunse le sembianze di un grande monastero come lo vediamo oggi.


Al monastero si accede attraverso una ripida scalinata di pietra, oggi invasa dalla vegetazione. Passato un pesante portone sotto un arco si accede al chiostro, spoglio ed ammalorato come tutto il resto. Eccettuata qualche lapide e una sorta di pozzo c’è poco o nulla. Dell’antica magnificenza è rimasto poco, così come dell’aspetto medioevale cancellato dai tanti rifacimenti di epoca moderna. Tuttavia, alcuni intrecci di scalinate di pietra del chiostro che conducono al livello superiore offrono scorci per belle immagini. I livelli superiori sono vuoti e scarnificati anche se in alcuni ambienti sono sopravvissuti dei bei affreschi parzialmente oscurati dai puntellamenti con pali innocenti, segno che i solai non godono di buona salute. 

La parte più interessante è il livello sottostante dove c’è una chiesa, in cui è ancora possibile vedere un bell’affresco, due statue lignee raffiguranti un monaco e di Cristo Ecce Homo ed un baule pieno di ossa umane. E’ una sorta di espositore e non un  normale baule, poiché ha un oblò in basso che permette di vedere il contenuto. Erano, quindi, ossa esposte tipo reliquiario. La chiesa ne è piena; ce ne sono anche sul pavimento della sacrestia ed in un sacco per rifiuti in una nicchia. Questo ci ha lasciato alquanto perplessi. Un’ultima annotazione: lo splendido pavimento maiolicato che affiora tra la polvere secolare. 

 

L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.