Ex Manicomio pediatrico di Aguscello

Nelle campagne intorno a Ferrara c’è un luogo divenuto leggendario tra i cultori del paranormale e dell’occultismo; si tratta dell’ex manicomio infantile di Aguscello.

Ex Villa di pregio che la croce rossa acquistò da una certa Amelia Guerra, divenne ospedale psichiatrico pediatrico nel dopo guerra e funzionò fino agli anni '70, allorquando fu abbandonato per ragioni che sono avvolte nel mistero e hanno dato adito a tante leggende. Pare che la struttura fosse gestita da suore, e che fossero accaduti molti episodi oscuri. Sempre dicerie popolari asseriscono che i bambini subissero maltrattamenti e torture; c’è chi parla addirittura esperimenti medici e di unna grande fossa comune nel bosco per occultare le vittime degli abusi. Leggende parlano di incendi e di epidemie dolose, ma quella più conosciuta è quella su Filippo Erni, un bambino la cui patologia evidentemente creava problemi e che per questo fu imprigionato in una stanza all’ultimo piano. Il piccolo non riuscì a tollerare la sua condizione di malato e prigioniero e si suicidò buttandosi dalla finestra, qualcuno dice dalla tromba delle scale. 

Negli anni dopo l’abbandono l’edificio è stato meta di continui pellegrinaggi di appassionati di occultismo e paranormale. Si dice che si potesse vedere il bambino aggirarsi inquieto nella struttura o sentirne i passi. Celebre è la giostrina, un tempo nel giardino a fianco all'edificio, ma che ora si trova nella cappella adiacente all’edificio principale. Molti asseriscono di averla vista girare da sola, come se una presenza invisibile ci fosse salita sopra; movimento impercettibile che qualcuno è anche riuscito a filmare. Si è così tanto diffusa la leggenda di Aguscello che persino televisioni italiane e straniere hanno girato degli speciali. Questo ha attirato anche tanti curiosi, con rischio di incidenti perché la struttura è pericolante e ridotta ad uno scheletro; così le autorità hanno deciso di renderla inaccessibile, dapprima murando tutti gli ingressi e ultimamente piazzando allarmi e sensori tutto intorno per prevenire altre visite. Anche se la struttura è inaccessibile e strettamente controllata, emana ancora un innegabile fascino sinistro, che abbiamo percepito nonostante la bella e calda giornata d’estate in cui siamo stati li.

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L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. 

 

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