23 novembre 1980, ore 19.34, un sisma di intensità epicentrale X della scala Mercalli-Càncani-Sieberg (grado X: completamente distruttivo – rovina di molti edifici, molte vittime umane, crepacci nel suolo) e magnitudo 6.9 devastò la Campania e parte della Basilicata, cancellando per sempre decine di paesi. L’epicentro del sisma fu localizzato nella alta valle del Sele, tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania. Questi tre comuni insieme a Laviano, Sant’Andrea, Pescopagano, Senerchia, Lioni, Morra de Sanctis, Santangelo dei Lombardi e molti altri furono distrutti dalla violenza del terremoto.
Oggi il vecchio borgo medioevale di Senerchia, rimasto ancora in piedi perché costruito sulla solida roccia del massiccio dei monti Picentini, ha un aspetto spettrale e guarda malinconicamente il paese nuovo ricostruito più a valle. L’ampia zona che li divide corrisponde a quella devastata dal terremoto, sulla quale si è deciso di non costruire più. Al limitare, c'era il vecchio orologio che è fermo sulle ore 19.34, il momento in cui la devastante scossa tellurica ha segnato per sempre questo borgo. Da alcuni anni non c'è più.
Camminare tra le stradine e le scale che si inerpicano sulla montagna è come fare un viaggio nel passato. Molte case sono accessibili, ma non sono sicure ed entrarci dentro comporta grossi rischi. Si sconsiglia vivamente l'ingresso. Arrivati in cima alla Chiesa di San Michele si può ammirare un panorama mozzafiato sulla città nuova, sull’altopiano sottostante e sui massicci montagnosi distanti della Basilicata.
L'OROLOGIO DEL PAESE, SI FERMO' ALLE 19.34 DEL 23 NOVEMBRE 1980, MOMENTO ESATTO DELLA DEVASTANTE SCOSSA, DURATA BEN 100 SECONDI, ED E' RIMASTO COSI'. FU CREATA UNA STRUTTURA PER ESSO E DIVENNE UN ELOQUENTE MONUMENTO ALLA TRAGEDIA. OGGI, COME SI VEDE DALLE FOTO IN BASSO, L'OROLOGIO NON C'E' PIU'. QUESTE SONO FOTO DI UNA PRECEDENTE ESPLORAZIONE DEL 2017 FATTA IN UNA BELLA GIORNATA D'ESTATE, MENTRE LE RESTANTI SONO RECENTI ED HANNO SOSTITUITO LE VECCHIE.
Percorrendo il paese, vi capiterà di mettervi a pensare cercando di immaginare tutto l’orrore di quella gelida notte di novembre: il fragore del sisma prima, e dei crolli poi, il buio, la paura, la devastazione, il freddo, le urla di chi ha perso i propri familiari o è rimasto intrappolato sotto le macerie. I ritardi dei soccorsi che arrivarono tre giorni dopo, anche a causa dell'interruzione di molte strade. Una tragedia che ha visto ben 2914 vittime accertate, quasi 9000 feriti, 280.000 sfollati. Ritengo che questi luoghi siano santuari e come tali andrebbero pensati e trattati. Il progetto immaginato (ma non ancora del tutto realizzato) per Apice sarebbe una buona soluzione e dovrebbe essere adottato per tutti i luoghi come questo. Lo dobbiamo ai tanti morti e al dolore delle loro famiglie che hanno perso tutto. Nel borgo si notano recenti tentativi di ristrutturazione e di rivitalizzazione che non sembrano avere tenuto conto di questo e non sembrano avere un piano razionale e complessivo. Al di là della bellezza architettonica del borgo, che andrebbe rispettata e tutelata, c’è bisogno di un autentico restauro per preservare la memoria e fare rivivere davvero questo luogo. Purtroppo, questi luoghi e questa valle non appartengono alle aree privilegiate, quelle che contano dal punto di vista dei numeri alle elezioni, e sono da sempre dimenticate dalla politica.
Per ultimo, vogliamo raccontarvi un fatto che ci è capitato a Senerchia e ci ha alquanto impressionato. Una farfalla del genere Amata phegea o lepidottero prete ci ha accompagnato per tutto il tempo che siamo stati nel borgo abbandonato, sparendo per pochi secondi a tratti e poi riapparendo. E si è posata diverse volte su di noi quando ci siamo fermati. Siamo in una zona con natura prorompente ed in un luogo con molti fiori ed insetti. Tuttavia, conoscendo la storia di questi luoghi questa costante presenza ci ha fatto venire strani pensieri.
L'esplorazione è stata fatta nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato.
IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.
