LA VILLA DEL MEDICO

Questa Villa è semi nascosta nella boscaglia, in cima a delle aspre colline dove il segnale scarseggia; è stato complicato trovarla anche se avevamo le coordinate ed abbiamo sbagliato strada diverse volte. Fortuna che era una afosa e secca giornata estiva, perché qui basterebbe un minimo di pioggia per rendere improbo e sconsigliabile raggiungerla. Non sappiamo granché di questa magione e quello che riportiamo è frutto solo delle impressioni della nostra visita. Si tratta in realtà di un complesso formato da due edifici colonici, ormai fatiscenti e vuoti, ed una villa padronale con annessa cappella. Anche una volta individuata dalla strada, non è facile trovare il sentiero che conduce li. È ormai inglobato nei rovi e nella pervicace vegetazione che lo ha fatto quasi scomparire e tocca aprirsi a fatica dei varchi, non senza riempirsi di graffi e tagli. Tuttavia, ne vale la pena perché, anche se ridotta malissimo e ormai quasi priva degli arredi, ha il fascino delle cose antiche. 

 Le grandi porte finestre al pianterreno, ormai sgangherate e avviluppate dalla vegetazione, ci danno il benvenuto in grandi ambienti nella semioscurità che scopriamo potessero essere studi medici. Sono infatti presenti molti documenti e pubblicazioni che ci fanno presumere questa villa appartenesse ad un anatomo patologo dell’università di Pisa, Giovanni L., che esercitava la professione medica a cavallo tra gli anni 30 e 60 del secolo scorso. Ricerche posteriori ci confermano che il Prof. L. lavorava nel dipartimento dell’Università di Pisa, come da una lettera a sua firma protocollata dalla direzione in cui il patologo riporta con minuzia di particolari una confisca da parte delle forze americane di suppellettili del dipartimento con, altresì, atti di vandalismo. Al pianterreno troviamo tre grandi locali: un salottino con camino e due poltrone, una stanza con il relitto di una stufa a ceramica ed un altro con una grande scrivania ingombra di carte. Proseguendo, c’è una ampia cucina rurale. Salendo le scale verso il primo piano si intuisce che i piani alti hanno solai sfondati in alcuni ambienti, segno che anche il tetto deve essere sfondato in più punti.

Il primo piano è una lunga teoria di bei saloni affrescati e arricchiti da parati colorati, con due bagni che, come stile, risalgono più o meno agli anni 70 ed una camera da letto matrimoniale dai tendaggi logori rosa. Infine, c’è una sorta di piano mansarda ma vuoto e molto ammalorato. 

Interessante è la piccola cappella all’esterno, poco più in alto della casa, all’interno della quale ci sono due lapidi commemorative, di cui una del 1913, omaggio della moglie Virginia del 1913 per un Conte senatore della Repubblica. Poggiato su una panca, un libro dell’Istituto di Storia del Movimento liberale, con dedica al Prof. L. del 1974. Tutto lascia presumere che questa casa sia abbandonata da almeno quaranta anni, forse per mancanza di eredi, o disaccordo tra questi o semplicemente mancanza di interesse verso la proprietà. Noi abbiamo vissuto una breve piacevole avventura nel trovarla, riuscire a raggiungerla (forse la cosa più difficile) ed esplorarla.

 

L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato.  

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.


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