MARIANNA, LA CAPA DI NAPOLI

A Napoli ci sono simboli di cui tutti hanno sentito parlare, ma di cui quasi nessuno conosce origine e storia. Uno dei più famosi è la cosiddetta “Capa e’ Marianna” o anche “a Capa e’ Napule”, una testa di gusto ellenistico attorno alla quale sono sorte leggende che affondano nella origine greca di Napoli.

La testa, così come è o forse parte di una statua, sarebbe di una dea, probabilmente Afrodite o forse Cibele la madre di Zeus. I lineamenti, l’acconciatura dei capelli lasciano pochi dubbi sull’epoca storica e sulla provenienza. Questa statua probabilmente era allocata in un apposito tempio dedicato alla divinità nella città di Neapolis (oggi centro storico della città), nella zona dell’Anticaglia. Non sappiamo bene, poi, la sorte di questa testa nel periodo in cui Neapolis divenne prima colonia romana e, poi, con la disgregazione dell’Impero Romano d’occidente bizantina (mantenne cioè le sue origini orientali a dispetto del resto della penisola). Sappiamo da varie fonti che ricomparve a Piazza Mercato verso la fine del Cinquecento, posta nei pressi della Chiesa di S. Eligio maggiore, dopo essere stata ritrovata durante scavi nella zona dell’Anticaglia. La statua di belle fattezze attirava la gente che, forse scambiandola per Parthenope, la mitica sirena che avrebbe generato Napoli, le rivolgeva preghiere e portava offerte votive. Naturalmente, il fatto di trovarsi non più nella sacralità di un tempio greco ma in mezzo ad una pubblica piazza espose la statua ad atti di vandalismo. È probabile, vista alla collocazione almeno fino a tutto il Settecento della statua a Piazza Mercato, che i segni di danneggiamento subiti possano essere stati causati dalla soldataglia spagnola durante la rivolta del 1647 o durante la repubblica partenopea. La statua, infatti, da cui il nome con cui è conosciuta ancora oggi, venne associata alla Marianne che personificava la repubblica francese sorta dalla rivolta giacobina. 

Nei primi anni del Novecento la statua non era più a Piazza Mercato ma nella zona di Piazza Dante, di fronte alla chiesa di Santa Maria dell’Avvocata. Una teoria vuole che il nome di Marianna fu la sovrapposizione tra S. Anna la madre di Maria, venerata in quella chiesa e Maria la madonna. La statua aveva smesso da secoli di essere l’austera rappresentazione di una dea per assomigliare più ad una popolana di caravaggesca memoria. Fatto sta che insieme all’effige di Sant’Anna anche Marianna veniva addobbata di fiori e destinataria delle attenzioni che si rivolgono ad una dea, a testimonianza della ancestrale devozione che Napoli rivolgeva a questo manufatto da secoli. Poi, venne la Seconda guerra mondiale, Napoli subì più di duecento bombardamenti e in uno di questi Marianna rimase ferita, sfigurata in volto e lo rimase fino al 1961, quando fu restaurata e portata al sicuro nel Museo Filangieri di Via Duomo. Nel 2003 fu creata una copia posta nell’atrio della chiesa di San Giovanni a Mare, ad un passo dall’arco di San Eligio Maggiore e piazza Mercato, nei luoghi dove fu collocata dopo il ritrovamento. Un'altra copia è stata recentemente posta nell'atrio del MANN. Ma dove è l’originale, dove è oggi Marianna, che non si trova più nel Museo Filangieri? Marianna oggi vi osserva austera dallo scalone di Palazzo S. Giacomo, sede del Comune, e come da millenni veglia sul suo popolo. Afrodite, Cibele, Venere, Partenope, Marianna … qualunque nome gli si voglia dare, a “cap e’ Napule” sarà sempre qui a proteggerci. 


                             COPIA NEL CORTILE DELLA CHIESA DI SAN GIOVANNI A MARE                                                                               COPIA AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI

FOTO STORICHE



ORIGINALE: PALAZZO SAN GIACOMO

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