C’è un luogo a Napoli dal curioso nome: “I cavalli di bronzo”. Si trova sul lato di palazzo reale dove c’è anche il Real Teatro San Carlo, precisamente dove la cancellata del Palazzo piega per scendere lungo il lato destro della strada che si congiunge a Via Acton e che lo separa da Castel Nuovo. La Strada si chiama Via Riccardo Filangieri ma, si sa, a Napoli contano di più le suggestioni, le consuetudini, l’immaginario cittadino. Così molte persone si danno appuntamento “ai cavalli di bronzo” e la dicitura è persino riportata sulle mappe digitali (Google Maps). Il perché del nome è facile intuirlo: in uno degli ingressi al giardino reale campeggiano due imponenti e belle statue di bronzo di cavalli con palafrenieri. Il palafreniere è una figura comune nel Medioevo, gestiva il Palafreno (cavallo nobile da parata) personale di signori, re o del papa. Storicamente, il palafreniere era addetto alla cura, custodia e governo del cavallo e dell'equipaggiamento del cavaliere, camminando spesso alla staffa. Oggi il termine è sinonimo di stalliere o, in contesti come il Palio di Siena, indica figuranti che accompagnano i cavalli nel corteo storico.
Non tutti però conoscono la storia di queste due statue che vengono da molto lontano e sugellano un patto di amicizia tra due popoli. Le due statue equestri bronzee furono donate nel 1846 dallo zar Nicola I di Russia a Ferdinando II delle Due Sicilie. Inizialmente vennero poste sul cancello d’ingresso laterale dei giardini reali, su via San Carlo. Poi sulla Porta attuale che è anche conosciuta come Porta dello Zar.
La zarina Aleksandra Fёdorovna soffriva di problemi di salute, aggravata dal clima freddo ed umido di San Pietroburgo. I medici di corte le prescrissero un periodo di soggiorno in un luogo dal clima caldo e secco. La scelta cadde sul Regno delle Due Sicilie, noto per il suo clima favorevole. Inizialmente, l'imperatrice soggiornò in una villa a Butera, vicino Palermo, ospite della principessa Shahoskoy. Nicola I accompagnò la moglie, ma rimase nell'isola solo quaranta giorni, per poi tornare in Russia a causa dei suoi impegni politici. Verso la fine del soggiorno, la coppia imperiale sostò a Napoli per ringraziare il sovrano borbonico Ferdinando II per l'ospitalità e la cordialità ricevute. La Zarina trasse indubbio beneficio da quel soggiorno. Nicola I rimase favorevolmente colpito dal re borbonico. Così decise di regalare alla città due grandi statue equestri, due palafrenieri nell’atto di domare i cavalli, originali identici di due monumentali statue equestri bronzee ammirabili a San Pietroburgo. Il dono dello zar di Russia è ancora lì con l’incisione latina scolpita sotto le basi marmoree delle due sculture che testimonia la forte intesa politica, culturale e commerciale che vi era tra lo stato russo e quello borbonico, all’epoca, tra i più ricchi del mondo.
