Via Duomo, incrocio con Forcella, c’è una Chiesa antichissima (600 d.c.) voluta dal vescovo Severo, di cui ospita le reliquie: San Giorgio Maggiore. Questa chiesa paleocristiana nasconde una sorpresa. Dietro l’altare ci sono due quadri contrapposti di grandi dimensioni, opera di Alessio D’Elia: “San Giorgio che uccide il drago” e “San Severo che resuscita un morto”. Nel 1992, a seguito di interventi di restauro emerse un affresco seicentesco di Aniello Falcone, di cui si era persa memoria, raffigurante San Giorgio che uccide il drago, rinvenuto proprio dietro quello del D’Elia. Gli esperti lo datano intorno al 1645. Questo dipinto è stato nascosto per quasi tre secoli ed il risultato non voluto è che si è perfettamente conservato, con i colori originali e vividi.
Il mistero è legato alla sua copertura: come mai un quadro così pregevole fattura e di un artista così importante è stato “coperto” da un altro dipinto, seppur anche questo di notevole pregio?
Ce ne parla Bernardo De Dominici, storico dell’arte vissuto proprio in quel periodo. Sembra che Aniello Falcone facesse parte di una associazione segreta chiamata “Compagnia della morte” che si opponeva agli spagnoli al tempo dei viceré e lo faceva in maniera anche cruenta. Sembra che il pittore cadde in disgrazia proprio per una vicenda che vide coinvolto un amico da vendicare. Fatto sta che ad Alessio D’Elia fu commissionato un nuovo San Giorgio che uccide il drago al posto di quello di Falcone. Qui intervengono le muse e come il Vasari protesse “la trinità” di Masaccio nascondendola dietro la sua pala d’altare “La Madonna e i misteri del rosario”, anche D’Elia volle salvare dalla distruzione la pregevole opera di Falcone, semplicemente nascondendola dietro la sua tela.
Grazie ad un meccanismo simile a quello dei quadri che celano casseforti, oggi il quadro del D’Elia ruota come l’anta di una finestra e svela questo capolavoro di Aniello Falcone della prima metà del Seicento. Naturalmente, questo non è l’unico tesoro di questa chiesa, ma è certamente la prima cosa che le persone entrando si precipitano a vedere.
ALESSIO D'ELIA
San Severo che resuscita un morto San Giorgio che uccide il drago
