Ex Asilo infantile

In una minuscola frazione di un altrettanto minuscolo paese, lungo la provinciale si può ammirare un austero edificio che cade lentamente in rovina. Non è facile capire dall’esterno a cosa fosse destinato, se per scopi privati (abitazioni attività commerciali) oppure pubblici (uffici etc.). Questo luogo, ignoto ai più ma notissimo nel mondo urbex, cela una antica e nobile Istituzione: l’Asilo infantile “Muratori”, istituzione di Pubblica Assistenza e beneficenza, eretto in ente morale giuridicamente riconosciuto nel 1879. Lo scopo dell’Ente, si legge nello Statuto, è di: “di accogliere e custodire gratuitamente i bambini poveri di ambo i sessi della Frazione di … e territori finitimi, dell’età dai tre ai sei anni, e di provvedere alla loro educazione fisica, morale e intellettuale nei limiti consentiti dalla loro età. Rimanendo posti disponibili, dopo l’ammissione dei poveri, possono essere ammessi anche bambini non poveri verso il pagamento di una retta da stabilirsi dal Consiglio di Amministrazione”. 

L’Ente, per probabile crisi di mezzi economici, ha smesso da molto tempo di funzionare e l’edificio versa in uno stato di degrado ormai avanzato. Tuttavia, formalmente l’ente è rimasto in vita fino al 2014, allorquando il Comune cui la frazione appartiene ne ha deliberato l’estinzione per impossibilità del raggiungimento dello scopo statutario. Si legge nella delibera:” l’Ente per mancanza di adeguate risorse finanziarie da oltre 30 anni non svolge più la sua funzione sociale di provvedere all’educazione dei bambini dai tre ai sei anni; ha inoltre segnalato la mancanza di personale alle dipendenze dell’Ente stesso. L’Asilo Infantile non è più in grado di assicurare una presenza autonoma in campo assistenziale pubblico, si ritiene che la proposta di estinzione possa essere accolta.” Sicché, i beni dell’ente sono passati al Comune che così li inventariò: “Fabbricato ex asilo frazionale in stato di degrado a due piani fuori terra (piano terreno e primo). Il piano terreno comprende quattro vani, servizi igienici, corridoio e scala di accesso al piano primo. L’immobile necessita di una radicale ristrutturazione per renderlo adeguato alle esigenze attuali di abitabilità. – Tettoia– Terreno agricolo– Area attrezzata a parco giochi. Valore complessivo € 175.000”

La palazzina risulta in stato di abbandono, aperta, priva di sistemi di controllo e cartelli dissuasivi o avvisi di provvedimenti della Autorità amministrativa o giudiziaria.

Se è assolutamente semplice entrare, non altrettanto ci si può sentire sicuri per l’integrità dei luoghi. È quindi opportuno muoversi con grande cautela, oltre che ovviamente con altrettanto grande rispetto. Sappiamo esserci ancora le aule scolastiche, con i loro arredi e dai bei soffitti affrescati, al primo piano. E così cominceremo la breve esplorazione (meglio non trattenersi oltre il necessario) proprio dal primo piano. Attraversiamo il parco giochi, un piccolo spiazzo e siamo dentro. Ci inerpichiamo su per le scale, che sembrano in discreto stato, fino al primo piano. Da un grande atrio si dipartono corridoi che portano a diversi ambienti: una sorta di anticamera con un camino, un basso mobile di radica con specchiera e sopra un antiquato televisore, un malridotto lampadario a quattro bracci di ottone e gocce di cristallo; una piccola cucina con annessa stanza servizi; dei bagni; una stanza più grande, che doveva essere adibita a segreteria, ingombra di vecchi libri e documenti, tra i quali campeggia un calendario di frate indovino del 1971; un lungo corridoio con attaccapanni di legno che conduce ad un’aula.  

Naturalmente il cuore del primo piano e dell’intero edificio è proprio questo ambiente che ha valso il soprannome di “scuola del mappamondo” per la presenza di un piccolo mappamondo colorato, oggi privo del suo supporto. Sinceramente c’è molto di più in questa stanza, come ad esempio il bellissimo e coloratissimo soffitto affrescato a mo’ di voliera. È probabile che l’aula sia stata “arredata” da urbexer per la foto, visto il materiale messo un po’ a caso sui banchi ma è tutto originale della scuola, compresa una bellissima edizione, molto rovinata purtroppo, del “Fu Mattia Pascal”. Altra cosa che spicca è il ritratto di Padre Leonardo Murialdo, figura leggendaria della regione e fondatore dell’ordine dei padri Giuseppini dediti alla carità verso i poveri e fondatore di diversi istituti per orfani (vedi anche il link sotto).

Non è difficile immaginare le grida gioiose dei bambini e i richiami delle maestre, l’odore delle merendine nell’ora di ricreazione, da fare d’estate nel parco giochi o all’interno dell’istituto in inverno. Quanti cappottini saranno stati appesi a questi vecchi e sgangherati attaccapanni di legno; ora sono solo il supporto per un’immensa teoria di ragnatele e sporcizia. I vetri, resi opachi dalla polvere, mostrano le stesse cose che vedevano quei bambini di tanti anni fa. Facendo due conti su documenti e date viste nell’istituto gli ultimi bambini ospiti qui dovrebbero avere pressappoco la nostra età o poco più (tra i cinquanta e i sessanta anni). Sui banchi ci sono libri, matite, albume quaderni con dei temi datati a metà anni settanta, con ancora annotati i giudizi delle maestre. 

Il piano terreno è meno interessante, con un bagno, una sorta di cucina e di stanza da letto forse del sacerdote o responsabile che qui dormiva insieme ai ragazzi. Una stanza molto spartana con mobili antiquati ma spunto per una foto di sicuro impatto.

Per uscire scegliamo la porta principale che dà sulla provinciale e la bella chiesa posta di fronte. È un bel sabato di sole ed in giro non c’è nessuno. Il paese è desolatamente vuoto e silenzioso come l’ex asilo Muratori. 


 

L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.