FANTASMI IN CORSIA

ESPLORAZIONE DI UN ANTICO OSPEDALE ABBANDONATO

TIPOLOGIA: ex complesso ospedaliero

STATO DEI LUOGHI: fatiscente/molto fatiscente

MOTIVO ABBANDONO: fatiscenza luoghi - terremoto

INTERESSE: fotografico

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Siamo partiti a notte fonda, pioviggina da ore e adesso incontriamo anche fitti banchi di nebbia che ci costringono a rallentare. Stiamo andando ad esplorare un grande ed antico ospedale, che è stato anche un polo di ricerca e fiore all'occhiello della sanità di questa regione. Ci arriveremo in tarda mattinata, perché sono previste altre due esplorazioni, una fallita e l’altra portata a termine.

Costeggiando cantieri, barriere ed edifici, attraversiamo un cumulo di detriti e rifiuti, passiamo poi per un campo scansando ogni genere di relitti industriali. Le nostre guide ci guidano con sicurezza in un invisibile percorso che ci porta quasi per magia all'interno di questa enorme struttura. Scendiamo una scala ingombra di tubi e ponteggi. Nell'oscurità più totale, rotta solo dalle nostre torce, giungiamo nei sotterranei e dopo poco ad un'altra scala che ci porta nel ventre della “bestia”. 

Difficile orientarsi tra le file di stanze, divise da immensi e vuoti corridoi immersi nella semioscurità, ma i nostri compagni di esplorazione sono già stati qui altre volte e mostrano una certa sicurezza che ci conforta. Per alcune ore vaghiamo nei vari reparti ancora ricchi di archivi, macchinari e oggetti di vita quotidiana. Ci aiutano le targhe, ancora al loro posto, che ci dicono di che reparto si tratti, chi fossero un tempo i medici responsabili o le indicazioni di come arrivare in determinato reparto. Schede, nomi, date, appunti, numeri di telefono che ora non hanno più senso. 

Adesso saliamo di livello per ridiscendere in un altro, dove ci dicono esserci una biblioteca, un' antica chiesa e l’obitorio. La biblioteca è abbastanza in buono stato con tantissime pubblicazioni in ordine al loro posto. Attraversiamo un grande salone affrescato con alcuni busti e targhe dedicate ai benefattori di questo ospedale e arriviamo ad una bella chiesa purtroppo ridotta quasi ad un cumulo di macerie. 

LA BIBLIOTECA

La chiesa è in pessimo stato. L’abside si è abbastanza conservato, ma la navata è invasa dai detriti del tetto ormai crollato, probabilmente in seguito al violento sisma che ha colpito molti comuni di questa regione. E’ piuttosto pericoloso intrattenersi, perché ci sono brandelli del soffitto ancora pericolosamente in bilico. La sensazione è che collasserà ancora a breve. 

L’ultima cosa che esploriamo è l’obitorio. Fa una certa impressione perché sembra che qualcuno ci abbia finito di lavorare da poco. Sul tavolo per l'autopsia ci sono le divise verdi utilizzate dai medici per l’intervento autoptico, pronte per essere recuperate e portate in lavanderia dal personale di servizio.  Sotto, il secchio per i rifiuti organici. Appeso ad una scansia metallica il grembiule verde da indossare sulla divisa medica. Accanto ad una parete, aperto, il frigorifero per i campioni e i resti biologici. In un anti sala ci sono i tavoli di marmo dove le salme “aspettano” il loro turno. 

L'OBITORIO

Questo tetro e grande ospedale è meta di molti esploratori urbani. Si spera che rimanga, per quanto possibile, intatto e non venga vandalizzato, per quelli che verranno. Il tempo dirà se sarà riconvertito in qualcosa e diventerà solo un ricordo per chi lo ha attraversato, oppure continuerà la sua corsa di ospedale fantasma fino alla sua completa disgregazione.

 

 

L'esplorazione è stata fatta nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.


 

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