LA CASA DELLE FIABE

Sono le 13 di un giorno di autunno e siamo di ritorno da un’altra esplorazione. Ormai non rimangono molte ore di luce e a noi tocca fare più di 5 ore di auto per tornare a casa. Ma Lisa ha in serbo una sorpresa per noi: ci ha detto che vicino la sua casa, perduta nella campagna in una zona paludosa c’è una casetta che sembra uscita da una fiaba. Sarebbe appartenuta ad una signora tedesca che viveva sola; questa signora è partita per il suo paese, forse per andare a trovare i parenti o sbrigare qualche faccenda, e non è mai più tornata a casa. Si sa pochissimo di questa persona che pare fosse molto schiva, vivesse sola e circondata da cose, oggetti e ambienti che le ricordassero il suo paese. Non rimane che andare a vedere. La casa si raggiunge attraverso una strada di campagna, dove si incontra solo qualche fattoria, e che diventa una vera mulattiera piena di fango dovuto alle recenti abbondanti piogge. Fortuna che siamo su un fuoristrada altrimenti con buone probabilità ci saremmo impantanati. Arrivarci mostra qualche difficoltà per i rovi ed il fango che rende tutto scivoloso. In compenso la casa è davvero deliziosa e ricorda un poco lo stile costruttivo tirolese, con porte e finestre di legno bianco con i classici cuori scavati nel legno. Piccolina, a due piani, mostra una grazia che sta svanendo sotto l’ingiuria del tempo e degli agenti atmosferici. Le panchine bianche addossate alla facciata sono sporche di fango e, come la porta e le finestre, sono semi sverniciate. Anche l’intonaco giallo paglierino è ormai sporco in molti punti. Il lato sinistro è nascosto alla strada da un fitto canneto che da un certo sapore orientale al luogo. Un piccolo sgabuzzino in mattoni rossi e chiuso da una cancellata di ferro mostra un forno per le pizze e alcuni attrezzi da giardino. Il fianco opposto della casa ha invece un pozzo ed una sorta di serra ingombra di tantissimi oggetti compreso un vecchio e sporco specchio dalla cornice di legno dorata. 

La porticina di ingresso della facciata principale è aperta e sormontata da logori addobbi natalizi, segno che forse quando la padrona di casa è partita per poi non farvi più ritorno doveva essere il periodo natalizio. La porta di ingresso immette in un’unica grande stanza con un grande camino, un mobilio vario di gusto teutonico tirolese ed un pianoforte verticale; c’è una bottiglia di Nocino ancora piena. Dalla televisione, il VHS e le video cassette si può presumere che questa casa sia stata abitata fino a non più degli inizi degli anni 2000. Ci sono segni evidenti di bivacchi di occasionali occupanti.

C’è una deliziosa minuscola scaletta di legno a doppia rampa che porta al secondo piano. Forse sopra scopriremo qualcosa di più della padrona di casa e delle ragioni dell’abbandono della casa. Al piano superiore ci sono solo due stanze. Sulla sinistra una stanza da letto con bagno, a fianco una sorta di studiolo. La stanza da letto ha un divano letto aperto e ancora preparato, come se qualcuno si fosse appena alzato. Sul letto c'è un unico lungo cuscino, come si usa in molti posti del nord Europa, con sopra un cuore decorato ed una scritta “Mit Liebe” (con affetto) che conferma la nazionalità germanica della sua abitante. La stanza ha le pareti colorate in verde muschio ed il pavimento in legno. L’arredamento è minimale, delicato, come se fosse la camera di una teen-ager. Ci sono, candele, nastrini, cuoricini, bambole. La stanza ha un bagno interno rosa ancora pieno degli oggetti di uso quotidiano: creme, detergenti, profumi, un eccentrico accappatoio tigrato. Tutte le imposte delle finestre sono di legno delicatamente decorate, anche quelle dello studiolo accanto alla stanza da letto che sulla maniglia dorata ha un bel cuore di bacche bianche e nastri gialli. Insomma, sembra davvero la casa nel bosco di qualche fata, una casa che sembra uscita da una favola. 

Purtroppo, non abbiamo scoperto chi fosse la proprietaria di casa, che nome avesse, cosa facesse nella vita, che ci facesse in Italia e per quale motivo non abbia più fatto ritorno a casa. Forse non sapremo mai di lei e cosa gli sia potuto accadere, ma intuiamo che doveva essere una persona delicata, riservata e amante delle cose belle, di cui si era circondata fino all’eccesso. La casa è stata purtroppo saccheggiata e molte cose fotografate da altri non ci sono più. Qualcuno dovrebbe fare qualcosa per proteggerla, nella speranza che questa persona possa un giorno tornare o, più verosimilmente, per onorarne la memoria. 

L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI. 

Treespassing private properties is both illegal and dangerous.


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