-                        IL CONVENTO DELLA FONTE MIRACOLOSA                           -

Correva l’anno 1222, Francesco d’Assisi era in cammino sulla via Appia diretto ad oriente. Essendo molto stanco, si fermò su una collina nell’odierno territorio sannita. La leggenda vuole che, mancando acqua in quella zona tanto che gli abitanti delle contrade erano costretti ad andare ad approvvigionarsi al fiume Calore, dopo aver pregato a lungo il santo toccò con tre dita una roccia dalla quale cominciò a sgorgare acqua abbondante e purissima. In quel luogo fu edificato un convento, ancora esistente ed a lui intitolato. Anche la fonte è ancora lì, dentro una grotta accessibile da un viottolo di campagna adiacente al Convento. All’interno è incisa la seguente epigrafe: "Fonte miracolosa scatorita dal P.S. Francesco – anno salutis nostrae MCCXXII". 

Veniamo all’aspetto urbex della faccenda. Il convento è abbandonato e disabitato. Questo luogo hanno un aspetto dimesso e decadente, molto lontano dal luogo intriso di soprannaturale e santità della leggenda. Leggenda a parte, trattandosi di un convento medioevale con 800 anni di storia alle spalle meriterebbe ben altra considerazione e fortuna. Se all’esterno si presenta in discrete condizioni, tuttavia la parte del portico e del chiostro mostra pesantemente i segni dell’incuria e del tempo. In particolare il chiostro invaso dalla vegetazione e appena percepibile. Al piano delle celle dei monaci si accede da una scala ormai sbriciolatasi e divenuta un terrapieno in discesa. Il convento deve avere avuto parecchi rimaneggiamenti che ne hanno alterato la consistenza medioevale e, dagli oggetti e dall’arredo rinvenuti, crediamo sia stato utilizzato fino agli anni settanta. Curiosità: c’è una stanza che sembra essere una sorta di studio legale, pieno di pratiche e faldoni. Possibile che gli ultimi frati qui vissuti abbiano cercato di racimolare qualche soldo fittando degli ambienti a qualche avvocato? Naturalmente è solo un’ipotesi. Anche gli spazi attorno al convento sono gradevoli; probabilmente erano molto utilizzati per ottenere un po’ di frescura nelle torride giornate estive poiché ci sono resti di panche, tavoli e fontane ed un bel gazebo che guarda la sottostante vallata.

L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.

 

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