POLVERE DI STELLE

TIPOLOGIA: istituto del cinema e della fotografia

STATO DEI LUOGHI: da fatiscente a pericoloso

MOTIVO DELL'ABBANDONO: crisi economico gestionale - danni sisma

ACCESSO: facile

INTERESSE: storico, fotografico, impatto emotivo

TAG: #urbex  #urbanexploration #abandoned

Nel 1992 nasce la prestigiosa accademia abruzzese dedicata al cinema e alla fotografia. L’idea di fondo era creare un contatto ed una sinergia tra le “visual art”, intese dal punto di vista tecnico professionale, con l’equivalente accademico. Il polo costituito dall'Istituto Cinematografico e dall'Università degli Studi dell'Aquila ha rappresentato non solo una scelta di valorizzare queste arti dal punto di vista strettamente culturale, ma creare anche un polo attrattivo verso queste ultime. E il progetto fu un vero successo a giudicare dai prestigiosi “sponsor”, nomi prestigiosi come Martin Scorsese, Leonardo Di Caprio, i fratelli Coen etc. La scuola di cinema ha proiettato l'intero Abruzzo nel olimpo del cinema internazionale. Nei suoi corridoi e nelle sue aule sono arrivati personaggi del calibro di Francesco Rosi, Gianni Amelio, Nanni Moretti, Marco Bellocchio, Ferzan Ozpetek, Sergio Castellitto, Irene Papas. La bontà del progetto è misurabile anche, se si considera che l'85% degli studenti ha trovato velocemente lavoro nel mondo del cinema.

Eppure il sogno è svanito, è durato troppo poco. Si sa che nel nostro paese l’arte e la cultura non sono mai stati troppo considerati e quella che era una creatura da coccolare e proteggere, bella ma fragile, è praticamente morta in culla. Da subito ci sono state difficoltà economiche per la esiguità di fondi e contributi pubblici elargiti, insufficienti anche per le sole spese di gestione della sede.  Poi il dramma del terremoto che ha dato il definitivo “colpo di grazia”. 

Oggi quella che era la bella e moderna “casa del cinema” se ne sta malinconica su una isolata e silenziosa collina senza conoscere il suo destino, incerto come il suo stare ancora miracolosamente in piedi. Camminare al suo interno non rende idea della dimensione che questo luogo aveva raggiunto, non si coglie del tutto l’atmosfera che si doveva respirare qui un tempo. La violenza del terremoto non ha ovviamente risparmiato questo luogo e le ampie fessurazioni nei muri e le voragini visibili qua e là non lasciano dubbi. I calcinacci si mescolano a locandine di film, vecchie foto, riviste di cinema, metri di pellicola, caricatori avvolgi nastro. Lungo i suoi tre livelli si alternano sale di sviluppo, sale di montaggio, aule didattiche, il bar, una sala teatro, varie sale proiezioni. Il silenzio è assordante. L’intervallo non ha una fine, il secondo tempo non vuole iniziare e le luci in sala sono ormai spente. 

 

L'esplorazione è stata fatta nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.


 

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