PALAZZO ANGKOR

Questo magnifico Palazzo pugliese si trova sul margine degli antichi fossati che delimitavano un borgo medievale, riempitisi di detriti a causa di un violento terremoto del XVIII sec.. Venne costruito da una famiglia di origine partenopea ed è considerato un autentico gioiello architettonico.  Di forma rettangolare, ha come ingresso un elegante portale ad arco con una cornice in pietra che immette nell'androne. L'androne si presenta con volta a botte, in cui campeggia lo stemma della famiglia e a sua volta immette nella corte interna, sulla quale si affacciano i vari appartamenti. Nell'androne, lungo le pareti laterali, sono visibili dei mascheroni equini che servivano ad annodare le redini dei cavalli. Dalla corte interna parte una scalinata che conduce al piano nobile; dopo una prima rampa singola, si divide in due scalinate che si aprono in una loggia. Lo scalone è inserito all'interno di tre archi, secondo lo schema ideato a Napoli dall'architetto Ferdinando Sanfelice.

Benché sia un edificio storicamente ed artisticamente di gran pregio e sottoposto a vincolo è in condizioni davvero pietose. Con gran parte del tetto crollato, il palazzo è esposto alle intemperie, come testimonia la lussureggiante vegetazione che lo ha invaso e lo fa assomigliare ad uno dei famosi templi cambogiani di Angkor. Riempito di rifiuti di ogni genere, con prezioso mobilio ridotto a pezzi e quasi irriconoscibile tra i cumuli di spazzatura, è occasionale rifugio di tossici. Nella Corte sono visibili sedie, resti di calatoie e tavoli, specchi dalle cornici dorate. Le scale che si dipartono dalla loggia sono ingombre dei detriti dei crolli. Allo stupore iniziale che questo sinistro luogo regala appena entrati, subentra un sentimento di pietà misto a grande rabbia nel vedere lo scempio che ne è stato fatto di questa magnifica residenza settecentesca.

 



 

L'esplorazione è stata fatta nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.


 

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