Paesi abbandonati

CRACO

TIPOLOGIA: città fantasma

EPOCA DELL'ABBANDONO: metà anni sessanta

RAGIONI: Frana

INTERESSE: storico, culturale, fotografico

TAG: urbex - urban exploration - paesi abbandonati - paesi fantasma - ghost town

La città fantasma di Craco è arroccata su un colle circondato da un paesaggio lunare, argilloso, modellato dagli elementi naturali: quello dei calanchi. Una terra difficile, geologicamente instabile, interessata da devastanti terremoti, frane e smottamenti. Le varie vicissitudini, non solo ambientali ma anche storiche ed economiche, avevano già avviato Craco al destino di città fantasma. Infatti, agli inizi del novecento tutta la zona si era già spopolata, a seguito dei ben noti fenomeni di emigrazione di massa verso le Americhe o il nord Europa. Le condizioni già di per se difficili, acuitesi ancor più con l’unità d’Italia e i conflitti bellici, spinsero gran parte della popolazione a cercare fortuna altrove.

Tuttavia, è la particolare condizione geologica di Craco ad aver avuto un ruolo dominante nell’abbandono definitivo. La parte più antica della città, fondata attorno all’anno mille, era collocata su un blocco di solida roccia. L’espansione urbanistica nelle circostanti aree attorno al colle è, nel tempo, avvenuta su porzioni incoerenti del territorio. Già nell’800 si cominciò a parlare di frane. L’anno zero per Craco Città fantasma è però il 1963, quando la frana mostrò i suoi effetti più devastanti. Un'unità tecnica inviata da Roma nel dicembre del 1963 misurò una fenditura lunga un chilometro dal paese verso la valle e profonda decine di metri. I segni di una inequivocabile pericolosità dell’abitato indussero l’autorità ad avviare i primi sgomberi. La popolazione fu gradatamente spostata nel nuovo centro abitato di Craco Peschiera sorto tra la metà degli anni 60 e gli inizi degli anni 70 a circa 8 km dal vecchio. 

I CALANCHI

Per arrivare a Craco “vecchia” si passa sopra una serie di vecchi ponti, con transito obbligato di una macchina per volta e a passo d’uomo. Curiosamente, l’ultimo tratto di strada, quando ormai si ha visione libera della collina, è perfettamente asfaltato, creando un contrasto singolare con il paese ridotto ormai ad uno spettro.  

Craco ha l'impianto tipico del borgo medioevale, con una strada di accesso che si inerpica sempre più su sulla rocca, dove nel punto più alto svetta la torre normanna. E’ proprio la parte più bassa, laddove forse le rocce sono rarefatte, a mostrare la maggiore devastazione con case sventrate, alcune di cui si intuiscono ormai solo parte dei muri perimetrali. Negli ultimi anni il paese è stato messo in sicurezza con una serie di transenne paratie che proteggono da crolli e frane di edifici nella parte bassa del paese, quella più fragile. Dirigendovi verso il cuore dell’abitato, prima di salire, vi potrà capitare di incontrare pecore e asini. Questi ultimi in particolare, non sono affatto timidi e non vanno stuzzicati: possono reagire male, come stava capitando a noi che ci siamo avvicinati troppo per fotografarli

Nel cuore dell’abitato, a meno di non avventuravi rischiosamente oltre, sarete costretti a seguire un percorso, giudicato sicuro dalla Pro Loco di Craco che lo ha realizzato, che vi permetterà comunque di vedere tutto quello che di interessante c’è da vedere. Se da un parte suona come limitazione, dall’altra vi protegge da inutili avventure. Molti edifici sono davvero in condizioni pessime; la frana ed il crollo improvviso sono dietro l’angolo e spingersi oltre non varrebbe il rischio, visto che il paese è stato depredato di tutto, persino le ringhiere di molti balconi. Le reti di tondino che sbarrano alcuni ingressi a strade e case, sono state messe per significare la precarietà dell’edificio al suo interno più che a proteggere l’edificio in se. Da vedere nelle case c’è rimasto ben poco. Quindi, rispettate i divieti. La bellezza è tutta nell’atmosfera “sospesa” del borgo, la sensazione di trovarvi in una bolla senza tempo.

I luoghi storicamente e architettonicamente interessanti sono certamente: Palazzo Grossi, la chiesa di San Nicola o chiesa madre, la Torre normanna, Palazzo Maronna, Palazzo Carbone, Palazzo Cammarota. Alcuni sono segnati nella mappa qui sotto. 

 

Craco è stato il set per tantissimi film, recenti e meno. Eccone alcuni: King David di Bruce Beresford; Saving Grace di Tom Conti; Ninfa Plebea di Lina Werthmuller; Passione di Cristo di Mel Gibson; Quantum of Solace (007) di Marc Forster; Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo; Murder in the Dark di Dagen Merril.

Visitare Craco permette di aprire una finestra nel tempo e guardare all’Italia rurale, specialmente quella a cavallo tra ottocento e novecento. La vita durissima di campagna, l’isolamento, il persistere di regimi ed usanze feudali, i cicli della natura e della terra, la devozione, la dannazione …è tutto nelle pieghe della polvere e del vento che fischia costantemente su questa altura nel bel mezzo del niente. Quell’anima oggi è in giro per il mondo - Australia, Argentina, Brasile, Stati uniti - o soffre di malinconia otto chilometri più a valle. Eppure potete sentirla pulsare ancora nelle stradine lastricate invase dalla vegetazione e dalle finestre sfondate, orbite vuote dei palazzi in rovina. Craco non rivivrà, ma forse non morirà mai. Rimarrà, come una gigantesca clessidra aperta, a segnare la violenza del tempo e a ricordarci la precarietà di tutte le cose. 

Un consiglio per le immagini: per il centro storico di Craco meglio scegliere un momento in cui il sole è allo zenit o prossimo e quindi penetra ad illuminare le strette stradine lastricate di pietra e le facciate dei palazzi; per le foto dal basso e di insieme del paese è invece consigliabile attendere la luce morbida del tramonto che disegna bei chiaroscuri nella montagna e nel borgo. Il tramonto è anche il momento che regala le sensazioni più struggenti di Craco che difficilmente dimenticherete. 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.

 

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CONTATTI: giovannifilangieri@gmail.com

 

Commenti: 19
  • #19

    Giovanni Rossi Filangieri (venerdì, 28 giugno 2019 11:28)

    Ciao Sabry, questo è il libro ospiti per i saluti e i commenti. Se desideri info la prossima volta compil ail form contatti, altrimenti non posso raggiungerti per rispondere. In egitto fa abbastanza caldo tutto l'anno. In giugno è caldo ma è un clima desertico secco quindi non è proibitivo. Io ho fato due crociere sul Nilo, una a dicembre ed una proprio a giugno e non ebbi difficoltà particolari. Bevi molto, porta sempre acqua con te che puoi prendere sulla nave. Buon vento Giovanni

  • #18

    Sabry (venerdì, 28 giugno 2019 07:39)

    Ciao, volevo fare la crociera sul nilo fine maggio/ inizio giugno. Come troverò le temperature e' fattibile come viaggio o e' gia molto caldo? Grazie

  • #17

    Lucio (lunedì, 13 maggio 2019 12:55)

    Grandi viaggiatori sono anime che tutto abbracciano con la compassione degli dei.

  • #16

    Nina (martedì, 26 marzo 2019 20:27)

    Buonasera
    Le regole sono cambiate. Chi volesse visitare l’antico Romagnano ha bisogno di un permesso rilasciato dal comune. Inoltre a Romagnano al monte nel 1980 non ha perso nessuno la vita. Tante case dopo il terremoto sono rimaste intatte.

  • #15

    #16 (domenica, 27 gennaio 2019 11:46)

    Ciao ho letto con attenzione e piacere il tuo viaggio in pillole. Anch'io ho prenotato con mia moglie il volo per Tonga dal 29 luglio 2019 al 15 agosto. Ho difficoltà a prenotare il volo interno da Tongatapu a Vava'U dal 2 agosto al 14 agosto. Per due volte con prepagata in giorni diversi mi da booking confirmation ma payment Unpaid. Ho provato con carta di credito stesso esito.La banca dice che per lei non ci sono problemi, ho scritto due e-mail alla Real Tonga senza risposta.E' forse troppo presto, mi puoi far sapere qualcosa in merito per risolvere il problema? Non vorrei che col passare del tempo i voli siano tutti pieni. Grazie per la disponibilità
    frankverygood@gmail.com

  • #14

    Joanne (domenica, 20 gennaio 2019 21:17)

    Ciao Giovanni. Cercando documenti italiani, ho appena saputo che un antenato morì nel Reale Manicomio della Maddalena nel 1919. Lo cercai su Google e trovai il tuo bel post. Grazie per aver dato alla mia famiglia una visione intima del luogo in cui il nostro antenato trascorse i suoi ultimi giorni.
    Joanne
    Florida, Stati Uniti

  • #13

    Marco Faraò (venerdì, 21 settembre 2018 15:29)

    Buonasera,

    volevo segnalarVi l'uscita del libro "Benedetta Maremma. Storia dei santi della bassa Toscana" edito dalla Sarnus che racconta la vita e il culto di 25 santi tra le province di Livorno e Viterbo tra cui anche la figura di san Galgano.

    Cordiali saluti

    Marco Faraò

  • #12

    Giovanni (mercoledì, 19 settembre 2018 00:24)

    Per Andrea: non hai lasciato un contatto mail dove posso raggiungerti

  • #11

    Andrea (martedì, 18 settembre 2018 11:25)

    Ciao vorrei partecipare al gruppo du fb URBEX CAMPANIA ma non sono iscritto al social posso seguirvi in qualche altro modo?

  • #10

    Serena - Sognando Viaggi (domenica, 26 novembre 2017 12:38)

    Ciao!Partirò per trascorrere un weekend a Dublino tra poche settimane, utilissimi i tuoi consigli! :)

  • #9

    Gerardo Basile (lunedì, 04 settembre 2017 23:31)

    Bellissimo blog. E' stata una vera scoperta conoscervi. Grazie.

  • #8

    Marcello Polacchini (martedì, 11 ottobre 2016 12:09)

    Complimenti Giovanni!!
    Molto interessante questo sito.
    Abbiamo in comune molte cose: la sete di viaggiare, l'amore per la subacquea, la voglia di condividere....
    Tu e Anna siete una coppia fortissima!
    Continuate così!
    Arrivederci presto (spero) al Banco.
    Un abbraccio.
    Marcello

  • #7

    Fausto (sabato, 25 giugno 2016 07:53)

    Complimenti grande reportage spero di visitare questi posti al più presto e quanto prima voglio tornare in Normandia a vedere dove è sepolto il criminale che ha commesso tutto. questo

  • #6

    Claudio (sabato, 07 maggio 2016 20:59)

    Caro Giovanni! Ti mando un saluto e un ringraziamento per aver lasciato il bel e sincero commento circa le peripezie che mi sono toccate per sopravvivere viaggiando. Sono contento che il vostro stile di viaggio non sia connesso alla necessità di sopravvivere ma solo al puro piacere! Grazie, saluti anche ad Anna

  • #5

    Luca Ciriello (domenica, 24 gennaio 2016 15:50)

    Che bello essere parte della vostra vita.
    Im proud of you Anna and Giovanni.

  • #4

    Giuseppe Troisi (lunedì, 04 gennaio 2016 13:32)

    Stupendo !

  • #3

    Giuseppe Troisi (lunedì, 04 gennaio 2016 13:27)

    Ho letto, mi avete fatto rivivere la mia crociera sul Nilo ! Siete fantastici, foto bellissime , complimenti !

  • #2

    Giuseppe Troisi (domenica, 03 gennaio 2016 23:20)

    Stupende foto, luoghi magnifici, ( sana invidia ) complimenti per il V/s stupendo modo di viaggiare ! Da oggi Vi seguiro' SEMPRE (virtualmente ) Ciao !

  • #1

    Marcello Polacchini (venerdì, 18 dicembre 2015 08:07)

    Complimenti ragazzi!!
    Le vostre foto e racconti mi fanno venire ancora più voglia di viaggiare e di immergermi.

    A presto!