LUOGHI ABBANDONATI D'ITALIA

OSPEDALE PSICHIATRICO DI COLORNO  -  POVEGLIA, L'ISOLA DELLA PESTE  - CORTENOVA, VILLA DE VECCHI - ACCIAERIE SCIANATICO  - L'ULTIMO IMPERO DI AIRASCA

DENISE CARULLI

Italia, Paese di tradizioni e luoghi storici, ambienti che raccontano storie e richiamano l'attenzione dei turisti da tutto il Mondo. Ma, quello che non sappiamo, è che nel Bel Paese ci sono anche innumerevoli luoghi abbandonati, attorno ai quali aleggiano storie surreali ed inquietanti. Siamo nel periodo in cui emergono queste strutture abbandonate e dimenticate da tutti. Ed allora, diamo il giusto risalto e doniamo visibilità a storie che tacciono o che si celano nei ricordi degli italiani che sono vissuti nei tempi in cui detti luoghi avevano una vita.  Ricordi, ecco cosa nascondono in sé gli edifici abbandonati che, se potessero parlare, racconterebbero le storie della gente che vi ha vissuto, ha sofferto e gioito tra quattro mura, destinati a giacere nel silenzio del dimenticatoio.

OSPEDALE PSICHIATRICO DI COLORNO (PARMA)

Parma 1873. Composto da 5 piani e degno di un film horror, l'ospedale psichiatrico di Colorno, si presenta ancora pieno zeppo di documenti, sedie a rotelle sparse qui e lí, carrozzine per bambini, medicine ed attrezzature mediche. Abbandonato dal 1990. Sembra come essere tornati indietro nel tempo e tra le quattro mura aleggiano le anime di pazienti che avrebbero perso il senno o che quel senno non lo hanno mai avuto. Tra appartamenti dei dottori giacciono i libri, cartelle cliniche ed appunti personali, tracce di un passato che, ormai, non tornerà indietro e che porta con sé, gli orrori di un luogo poco felice.

POVEGLIA (VE): L'ISOLA DELLA PESTE

Venezia 1700. Ci troviamo nel secolo della peste o meglio conosciuta come la "morte nera". I governanti dell'epoca decisero, per il bene della popolazione, di trasferire tutti i malati di peste nell'isola di Poveglia che divenne, presto, luogo inquietante, in cui i contagiati venivano destinati alla quarantena. Una storia che non ha nulla da invidiare ai film dell'orrore che siamo abituati a guardare nei cinema odierni. Con il passare del tempo, fu costruita una struttura adibita a clinica per malati di mente, smantellata nel 1946, data che ha segnato l'abbandono completo dell'isola. Oggi è impossibile accedervi per visitarla.

CORTENOVA (LC): VILLA DE VECCHI

Lecco 1854. Soprannominata Casa Rossa, la villa De Vecchi fu costruita durante l'epoca Risorgimentale italiana, il cui proprietario era appunto Felice De Vecchi, capo della Guardia nazionale italiana. Fu progettata dall'architetto Alessandro Sidoli ed abbandonata nel 1938, dando origine a svariate leggende metropolitane riguardanti storie di fantasmi e presenze notturne, che popolano la casa. Racconti di presenze paranormali, suicidi misteriosi avvenuti tra le quattro mura ed il suono di pianoforte notturno, rendono l'ambiente spettrale ed alquanto inquietante.

ACCIAIERIE SCIANATICO (BA)

Bari 1923. Nei pressi della ferrovia sorge l'ex fabbrica siderurgica Scianatico che dette lavoro a molti baresi dagli anni '20 al 1994 e che ora è in stato di abbandono. Dando uno sguardo al suo interno, troviamo macchinari ormai in disuso ed in stato di abbandono, che fanno rivivere i momenti in cui c'era un grande via vai d'operai e sembra quasi come se tutto sia stato abbandonato in modo rapido, quasi come se il tempo si fosse fermato al 1994. 

AIRASCA (TO): L'ULTIMO IMPERO

Torino 1992. Sorgeva una delle più grandi discoteche d'Europa "Ultimo Impero", composta da quattro piani, nove bar, sette piste da ballo, cascate e fontane esterne e poteva ospitare fino a ottomila persone. Un vero e proprio tempio della musica, che ora è totalmente in stato d'abbandono. Niente più luci, niente più musica...tutto tace, un'atmosfera surreale, in cui riecheggia un'epoca di dj che davano il via alle danze, affacciandosi ed irrompendo con la techno.  Oggi la si ritrova viva, ma solo nei ricordi di quei giovani, che nel bel mezzo degli anni '90, l'affollavano e si scatenavano tra cocktails e risate durante quelle frenetiche notti all'Ultimo Impero.

Un ringraziamento alla redattrice di habitissimo ed autrice, Denise Carulli, per aver scelto ESSERE ALTROVE per condividere il suo articolo

Sotto il link al web.

 

 

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