LA VILLA DELL' ARCHITETTO

Questa splendida dimora, ormai inghiottita dai lussureggianti boschi sulle colline della lucchesia e non più visibile dalla provinciale, fu costruita dal grande architetto neoclassico Lorenzo Nottolini. Il complesso è costituito da un parco di circa 5 ettari, un corpo principale di circa 450 mq su tre livelli più un seminterrato e una dependance di 200 mq. su due livelli. Già di proprietà del Conte Laroche, fu per questo ribattezzata “al francese” dal suo ultimo proprietario, Bruno Vangelisti. Creata, dunque, da un illustre architetto e passata nelle mani di altrettanto illustri personaggi. Vogliamo spendere qualche parola sull’ultimo proprietario, che si è spento proprio nella villa alle ore 16.30 del 26 aprile 2003. Bruno Vangelisti era un uomo poliedrico di grande cultura. Appassionato d’arte e titolare di una prestigiosa casa d’aste, era anche un profondo conoscitore di cinema ed amico intimo di Luchino Visconti, Mario Monicelli, Mino Maccari, Arrigo Benedetti e tanti altri. Sembra che la sua Villa fosse una sorta di Arcadia dove si incontravano le personalità più diverse ed influenti che animavano la vita culturale della regione e non solo. Scrive Giovanni Mastria:” La città sta dimenticando Bruno Vangelisti, uno dei suoi figli migliori. Antiquario celebre in tutto il mondo che, da assoluto protagonista, ha animato la scena culturale lucchese per tutta la seconda metà del ‘900… Fine conoscitore di musica, teatro, cinema e letteratura, seppe riunire attorno a sé i più grandi intellettuali dell’epoca instaurando con loro rapporti umani e professionali profondi e duraturi. La sua splendida e affascinante villa nottoliniana era – secondo quanto raccontano i protagonisti dell’epoca – il regno dell’arte, dove tra una partita a biliardo e l’altra, sorseggiando whisky avvolti nel fumo delle sigarette, si ascoltava musica classica e si parlava di cultura e attualità davanti a un grande caminetto.”

FOTO STORICHE DELLA VILLA (DAL WEB)

E questi luoghi li abbiamo trovati, ma la Villa è ormai lo spettro di ciò che un tempo fu. Si possono solo immaginare, mettendoci la fantasia, tutte le belle cose e le belle persone che questo luogo ha visto passare. Il parco, ormai incolto e privo di qualsivoglia cura, è quello che forse mostra di più i segni dell’abbandono ma anche dell’inciviltà, perché molti, incuranti della bellezza e di ciò che questa villa ha rappresentato, sono venuti qui a distruggere e a rubare. Le statue non ci sono più, i lampioni mancano o sono rotti come molti pilastrini delle terrazzate volutamente fatti a pezzi. Difficile farsi un’idea di come fosse se non si hanno le foto storiche e noi ne abbiamo trovate qualcuna nel web; guardandole non si può che provare grande pietà e rabbia per come adesso appare questo luogo. Non è solo l’abbandono o la natura pervicace, ma soprattutto la mano sconsiderata di ladri e vandali che cambia per sempre luoghi come questi. La fragilità di questi luoghi giustifica ed impone ogni riserbo sulla loro ubicazione, anche se questo di solito non ferma lo scempio ed ha l’effetto di impedire ad appassionati di bellezza, magari meno smaliziati e abili nel trovare luoghi, di godere di posti incantevoli come questo. Si, perché nonostante tutto sono ancora luoghi incantevoli per chi riesce a vedere la bellezza anche nella decadenza, a leggerne i segni nascosti nella polvere: vecchie foto, lettere di padri, madri, amanti, vecchie riviste, indumenti, segni di vita trascorsa si mescolano in un ammasso indistinto e caotico. 

La Villa principale ha un ingresso con un bel pavimento di marmo bianco ed una pedana di legno che sulla sinistra conduce ad un grande ma vuoto salone. Sulla destra c’è un altro ambiente rettangolare dalle pareti giallo ocra ed il pavimento a scacchiera con un pilastro che doveva sorreggere probabilmente una statua. Una vecchia cucina con annesso locale lavanderia conduce anche ai seminterrati. 

Il piano superiore è occupato da diverse stanze da letto, ognuna col suo bagno ed elegante camera guardaroba. Su questo livello c’è un bel terrazzo che si propende verso la valle. Salendo ancora più su per la stretta scala di legno si arriva ad altri ambienti, forse occupati da studioli e soffitte.

La vera sorpresa è la dependance della villa a cui si accede dalla lavanderia attraversando quello che adesso è un grande prato. Al piano terreno un grande salone con un biliardo, un angolo con un grande camino ed un vecchissimo grammofono con ancora molti 45 giri, una parte purtroppo in pezzi. E qui che si svolgeva la vita sociale culturale della Villa, è qui che Vangelisti riuniva i suoi amici in vivaci riunioni animate da musica, gioco e ogni piacevole intrattenimento. Basta chiudere gli occhi per sentire le vecchie canzoni accompagnate dal vocio dei presenti, il profumo dei sigari e di whisky e cognac d’annata, il rumore delle biglie che cozzano sul panno verde del tavolo da biliardo. Il piano di sopra della dependance è una teoria di stanzoni pieni di vecchi mobili e ciarpame vario. 

Ridiscendere il parco e tornare a valle infonde una certa tristezza. Abbiamo sentito che un certo consesso di illustri spiriti aleggia ancora nella villa. Colti nobiluomini, famosi architetti ed esperti d’arte, una volta che gli esploratori di turno hanno tolto il disturbo, si sfidano ad accese partite di biliardo alla goriziana.

 

Sinceri ringraziamenti a Lisa P. per averci guidato in questa esplorazione

 

L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.

 

Treespassing private properties is both illegal and dangerous.


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