LA VILLA DEL GEOGRAFO

Questa antica dimora, perduta tra le colline dell’entroterra toscano, ha un aspetto molto invitante e promette meraviglie, smentite in parte però quando ci si avventura all’interno; tuttavia, ha una storia illustre che merita di essere ricordata.

La villa non è agevolmente raggiungibile se non se ne conosce l’esatta ubicazione, così come è nascosta tra piccolissimi borghi e lontana da strade degne di questo nome. Per raggiungerla di deve percorrere una lunga mulattiera sterrata dove sarebbe meglio avventurarsi con un fuoristrada. Appena si arriva si intuisce la vetustà dell’immobile; più che una villa appare come una ricca magione di campagna costituita da un bel palazzetto con tanto di cappella privata, che poi prosegue con fabbricati più rozzi e certamente di servizio ed una spaziosa aia dove un tempo possiamo immaginare scorrazzassero animali, giocassero bambini in un via vai di persone indaffarate alla campagna e alla cura della casa padronale. Qui si possono lasciare le auto che non possono essere parcheggiate sulla strada, troppo stretta per la sosta. Come si diceva, se esternamente la villa promette meraviglie, non tanto per l’aspetto affatto sontuoso o architettonicamente importante, quanto per il possibile scrigno di testimonianze di altre epoche che potrebbe celarsi dentro, all’interno poco o nulla mantiene alle promesse. Attenzione, non che la villa non sia bella o non meriti una visita ma ha una storia che lascerebbe presagire ben altre sorprese. Pochi sanno, ma c’è una targa che lo ricorda a tutti, che questa magione di campagna appartenne ad un personaggio che ha fatto davvero la storia: Paolo dal Pozzo, un famoso geografo, cartografo, matematico e astronomo del quattrocento. Il suo nome viene spesso fuori negli studi su Cristoforo Colombo. 

Paolo dal Pozzo Toscanelli nacque a Firenze nel 1397 e sembra che abbia collaborato ai calcoli matematici alla costruzione della cupola Brunelleschi. Ma ciò per cui viene sempre ricordato è per aver fornito le mappe a Cristoforo Colombo per il suo famoso viaggio nelle indie occidentali divenute poi Americhe. Sembra che abbia compilato una mappa del globo, purtroppo andata perduta, nella quale suggeriva di raggiungere l’asia passando da occidente. Tale idea fu ripresa dal celebre navigatore genovese che quella mappa utilizzò. 


Questa dove ci troviamo è per l’appunto la sua villa di campagna, per alcuni anni la sua residenza estiva. Appena dentro si capisce che i secoli hanno cancellato massima parte di questa illustre storia e che la villa, almeno all’interno non ha quasi più nulla di quattrocentesco. 

La villa giace in stato di completo e colpevole abbandono. Il portone principale della villa è spalancato. La casa appare vandalizzata con scritte anche sui moderni affreschi (sicuramente del novecento) che ricordano a chi fosse appartenuta questa casa, riproducendo antiche mappe geografiche, alcuni particolari leonardiani ed un gentiluomo che certamente deve essere Paolo dal Pozzo. Nell’ingresso si trovano due pianoforti, uno con la tastiera ormai distrutta. La villa è un susseguirsi di ambienti dove risulta evidente che qui ci hanno liberamente bivaccato molte persone, con ogni genere di rifiuti, indumenti, materassi, bottiglie. Nonostante ciò nei suoi tre livelli si possono ancora ammirare una vecchia cucina con grande camino, una più piccola e moderna ma dal sapore retrò, alcuni pregevoli soffitti di legno decorati. Interessante l’ultimo piano, le soffitte ingombre di vecchissimi mobili, oggetti vari e vecchi giornali. La vista che si gode dalle lunghe balconate e terrazze è superba. Ultima cosa, forse la più bella è la cappella, anche questa spalancata ed ampiamente vandalizzata, che mostra ancora un bel altare e le pareti e il soffitto affrescati. 

Questa villa, se non altro per la memoria dell’illustre personaggio cui è appartenuta, meriterebbe miglior sorte. La statica non risulta compromessa ed in ogni caso è in ottimo stato rispetto alla media dei manufatti che ci capita di visitare. Sembra un edificio tutto sommato solido e ben costruito. Si spera che qualche privato se ne innamori e gli dia nuova vita rispettandone però l’aspetto e il decoro. A noi come sempre il privilegio di averla potuta, seppur per pochissimo tempo, vivere ed esplorare.

 

L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.


 

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