LA VILLA DEL COMANDANTE

Dall'alto di un poggio nei Campi Flegrei, questa vecchia dimora guarda il mare sconfinato. E chissà quante volte il suo proprietario, marinaio, comandante di lungo corso, si è affacciato scrutando l’orizzonte per cogliere auspici per i suoi viaggi e per la sua nave. Se posso riferire della prima sensazione che ho avuto entrando in questa bella Villa settecentesca è il forte rapporto dell’ambiente con il suo proprietario. Spesso gli edifici parlano per sé, stavolta era come se questa casa fosse la versione di pietra del suo proprietario, tanto forte si avverte questo legame. Il piano terra potrebbe tranquillamente essere il ponte di coperta o la plancia di una grande nave oppure l’ufficio dell’ammiragliato.

Tutto parla di navi, di oceano: dai tanti libri, ai quadri, agli oggetti, al mobilio, alle suppellettili. Stampe e foto di vecchie imbarcazioni, modellini di navi, sestanti, astrolabi, conchiglie, vecchie mappe, fanali di posizione, bussole, mappamondi costituiscono il bizzarro arredo di parte degli ambienti di una porzione del pianterreno. Si viene accolti all'ingresso da un vecchio telegrafo di macchina che, come un attendente, sembra darvi il benvenuto nella casa del Comandante. 


Un corridoio sulla sinistra ingombro dei più disparati oggetti porta ad un studio immerso nella penombra. Tornando indietro e continuando c’è un bell'ammezzato con tanti libri e vecchi divani impolverati. Poi, una rustica sala da pranzo con camino. Dalla sala si accede in una stanza buia ingombra di oggetti, tra cui spunta una vecchia cassaforte viennese, rovinata dal tempo e dall'umidità. 

Salendo al primo piano, ci sono dei saloni arredati con gran gusto, con oggetti provenienti da varie parti del mondo, frutto di tanti viaggi passati. Anche qui timoni, conchiglie, bussole ci ricordano chi fosse il dominus della villa. Il piano ha un patio con una veduta mozzafiato.

L’ultimo piano è una mansarda, usata forse per gli ospiti, con una sorta di studiolo ed una camera da letto con un cassettone, un inginocchiatoio ed un letto di legno con una testiera di legno intarsiato davvero bella. C’è una cucina dalla quale si accede al giardino. La villa ha alle sue spalle un giardino a terrazzamenti; nell'ultimo, uno spiazzo per cucinare all'aperto, con un grande tavolo di ferro battuto, un forno ed un’antica fontana. Il giardino purtroppo è incolto e non rivela che una piccola parte della sua originaria bellezza.

Lo facciamo sempre, ma questa volta ancora di più siamo entrati in punta di piedi in questa bella dimora, che parla molto di se e rivela moltissimo di chi qui ha vissuto. La casa è pregna del gusto, delle esperienze e del vissuto del comandante. Uscendo non possiamo che ringraziarlo di avere “tollerato” la nostra fugace intrusione e augurargli “buon vento”.

 

L'esplorazione è stata fatta nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE.

CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.


 

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