LA VILLA DEI DIVANI ROSSI

Di questa pregevole Villa si hanno davvero scarne notizie. Sappiamo che è stata edificata nel 1711 e che presumibilmente è disabitata dal 2010. Che nessuno se ne curi da tempo è testimoniato dallo stato della piscina e della vegetazione e degli arredi del parco. Anche all’interno la Villa mostra molti segni di incuria: dalla assenza di qualsivoglia protezione, alla sporcizia, al disordine caotico di tutti gli ambienti: specie della libreria con tutti i documenti sparsi alla rinfusa sul pavimento, segno che qualcuno ha anche rovistato tra le carte in cerca forse di qualcosa. Sappiamo anche dai documenti trovati che gli ultimi proprietari conosciuti si chiamavano Moretti. La Villa è davvero maestosa ed austera, con una architettura che inizialmente confonde, facendola assomigliare ad un istituto religioso. La mancanza di una chiesa e la presenza di una piscina, fa decisamente scartare l’idea dell’istituto e fa propendere per una grande villa di campagna. La presenza in alcune stanze di divani e poltrone di un inquietante damascato rosso porpora mi ha suggerito l’idea di chiamarla così, ma un’altra caratteristica della Villa è l’essere un vero labirinto in cui è difficile orientarsi. Collocata su un poggio dentro un minuscolo ma antichissimo borgo, colpisce subito l’attenzione per la bellissima torre. È dislocata su tre livelli (terreno, primo, secondo e torre), con un grande parco con piscina. Nel parco c’erano anche un campo da tennis e una pista da ballo, oggi quasi irriconoscibili. 

IL CANCELLO DI INGRESSO

La Villa ha vari accessi, il cui principale è da un grande cancello che si apre sul muro di cinta lungo la provinciale. Una volta entrati dentro il parco, il dove non lo riveliamo per ovvie ragioni di protezione di questo luogo, troviamo la villa aperta ed entriamo. Quello che troviamo al pian terreno sono per lo più grandi ambienti semivuoti di servizio. Prendiamo delle scale che sembrano secondarie ed accediamo al livello superiore, dove invece rinveniamo dei bellissimi saloni con soffitti lignei e parati pregiati. Uno in particolare, molto vasto, ha un grande camino in pietra ed inciso uno stemma davvero singolare: un cappellaccio con sotto una croce e poi uno scudo con dentro una fiera che azzanna una non ben identificata preda, il tutto incorniciato da un cordone annodato alla marinara; più sopra ancora, una sorta di timpano con dentro uno stemma coronato riproducente una aquila e nella parte inferiore un albero. Sul salone si aprono due granfi portali in pietra con inciso il motto “IO DO CAR TRANEN” di cui ignoriamo il significato. 


Un pregevole soffitto a cassettoni con stemmi scudati e pareti con parati e scene dipinte dal sapore medioevale impreziosisce ancora di più questa grande sala. Completano il piano alcune stanze da letto con prezioso mobilio in radica di noce ed una elegante saletta, vuota ma con un bel soffitto a volta con riprodotti i segni zodiacali nei quattro quadranti astrali. Un terrazzo ornato da pilastri sormontati da giare si affaccia sul parco. 

Salendo al secondo livello attraverso ancora diverse scale, troviamo altre stanze da letto, bagni ed una bella biblioteca di legno con gli scaffali vuoti dei libri, ma con una grande quantità di documenti e qualche foto sui tavoli o sul pavimento, dalla cui analisi cerchiamo di capirne qualcosa di più della villa. Attraverso una tortuosa scala a chiocciola in pietra arriviamo alla torre, ultimo livello, dal cui balconcino semicircolare si ammira una vista mozzafiato. 

Ridiscendiamo e usciamo dalla villa da dove siamo entrati per esplorare l’ultima parte: il parco e la piscina. Fontanili in pietra, statue panchine sono ormai in cattivo stato o seminascoste nella vegetazione cresciuta senza ordine. Un ulteriore relitto presente nel parco è costituto da un grande gazebo di ferro laccato bianco, forse la pista da ballo o per feste che compare indicata nella descrizione fatta della Villa in un'asta fallimentare. La piscina è recintata da una pesante rete di tondino. Corre voce che ci siano stati delle vittime di annegamenti in passato, forse una bambina, ed è stata resa inaccessibile. Di ciò non abbiamo trovato riscontri apparenti e forse sono le solite leggende di paese. Anche la piscina è in stato di abbandono, piena di putrida acqua piovana con in superficie uno spesso tappeto foglie dei secolari alberi del parco.

LA PISCINA

In conclusione, questa villa è un gioiello abbandonato a sé stesso, sopravvissuto forse per l’essere in un luogo piuttosto remoto, l’ennesimo incomprensibile spreco di un paese che sembra avere smarrito il senso del bello.

 

 

L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.

 

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