LA VILLA DEGLI SPETTRI

TIPOLOGIA: palazzo nobiliare

STATO DEI LUOGHI: discreto/fatiscente

INTERESSE: storico, artistico, naturalistico. Impatto emotivo

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Questa Villa Ottocentesca in stile gotico, isolata e dall’aspetto severo, gode di una fama sinistra che la precede. Infatti “Villa degli Spettri” non è il nome che gli abbiamo dato noi dopo averla esplorata, ma è quello con cui la Villa è conosciuta nella zona. Sarà per il suo aspetto greve che può aver dato luogo alla nascita di leggende e credenze, ma la stessa storia della Villa è abbastanza oscura. Appartenuta ad una importante famiglia nobiliare napoletana, questa ex masseria assunse l’aspetto odierno grazie all’architetto a cui furono affidati i lavori di restauro, che fuse più stili architettonici creando un scenario che ha dell’inquietante. In seguito alla morte di alcuni membri della famiglia in circostanze misteriose, la villa fu a lungo disabitata. Alla fine degli anni novanta si fece avanti un acquirente, che iniziò lavori di rifacimento, di cui si nota traccia in una ala della Villa; l’acquirente però morì prima di terminare i lavori e la Villa è ripiombata nell’abbandono. 

Come si diceva, sarà per il suo aspetto austero che sono sorte leggende attorno a questa antica dimora. Si dice ad esempio che una bambina fu uccisa e gettata nel pozzo e che più di una persona abbia ascoltato delle grida di bambino provenire da lì. Si racconta anche che persone a spasso con il cane, passati davanti alla villa hanno notato un improvviso nervosismo dell’animale. E poi urla, strani rumori... Racconti e voci di paese? Probabile, come del resto tutte le antiche residenze ne sono più o meno destinatarie. Non rimane che andare a vedere di persona. 

Alla Villa si accede attraverso un cancello di ferro, bizzarramente decorato e ormai arrugginito, sostenuto da due pilastri a forma di torre. Varcato l’ingresso si entra in un vasto parco di querce nella cui parte finale di sinistra, tra gli alberi, si intravede la grande villa. Davanti al cancello c’è una bizzarra cuccia per il cane da guardia, anch’essa a forma di torre. 


Procedendo sulla sinistra nell’erba alta ed incolta, si arriva alla facciata principale della Villa. È questo lato che aveva iniziato ad essere rimaneggiato e si vedono i segni dei lavori bruscamente interrottisi. Questa fa sì che la facciata mostri una parte, quella a sinistra della cappella, dove sono evidenti i rimaneggiamenti e dove vi è anche la presenza di materiale utilizzato depositato ed ormai anch’esso abbandonato come tutto il resto. La cappella e lo sviluppo sulla destra invece è rimasto originale più antico pur mostrando delle bizzarrie stilistiche di cui si è detto sopra. La prima cosa che ci è venuta naturale di fare è di cercare di entrare nella cappella. Purtroppo il portoncino di legno è chiuso da dentro con delle assi inchiodate, ma essendo rotto permette di sbirciarci dentro e notare, nonostante la semioscurità, come ormai la cappella sia spoglia e priva di arredi sacri. Fortunatamente, la cappella è accessibile dall’interno della villa, attraverso una porticina laterale nel cortile del pozzo che non si nota dalla fessura del portone. La cappella è sormontata da una piccola croce in marmo bianco e da una nicchia con una figura femminile anziana che non sappiamo chi rappresenti. 

Girando l’angolo della facciata principale, sulla parte destra c’è la zona abitata della Villa, con le stanze da letto e di rappresentanza, come si nota dalla disposizione delle finestre, dalla presenza di balconi e terrazze. Qui c’è un portone parzialmente ostruito dalla vegetazione selvatica che si sta lentamente impadronendo dell’edificio. Due grandi finestre del piano terra sono murate. 

Torniamo alla facciata principale, nella zona interessata dai lavori. Lì ci sono due archi che danno agevole accesso all’interno della Villa.  Qui si apre una enorme ma vuota sala, con pilastri e di archi dal vago sapore gotico che creano dei bei giochi di luce ed ombra. È qui che erano iniziati i lavori e qui che si erano interrotti bruscamente, come dalle cataste di blocchi di mattoni giallastri con cui è rivestita la sala. Sulla destra una porta conduce ad un ambiente spoglio con un camino ed una vecchia porta di legno che conduce a sua volta ad un grande cortile. Ingombro da alte erbacce, separava la parte appena visitata da quella a destra della cappella che era quella forse abitata dalla famiglia. Nel mezzo, la cappella. 


È da questo cortile, sul lato perimetrale a destra che si può accedere alla piccola cappella.  Come avevamo già notato, la cappella è spoglia: a parte l’altare di marmo bianco e policromo c’è sulla volta il disegno della colomba avvolta nella luce, che rappresenta lo spirito santo, e poco altro. 

LA CAPPELLA

Sul fondo del cortile in un angolo che un grande ed antico torchio avviluppato dalla vegetazione come tutto. Al centro del cortile, il grande pozzo di pietra della leggenda. Sul lato opposto al perimetro un camminamento con grandi aperture in stile gotico. 

Da questo cortile c’è l’unico accesso alla parte interna della Villa, attraverso una pericolosa scala senza più ormai il suo rivestimento e senza corrimano. Gli ambienti sono spogli, depredati dagli arredi. Si nota un’antica cucina col pianale dei fornelli a carbone e un lavabo del tipo di quelli in ghisa. 


Se l’interno della villa non regala particolari sorprese o emozioni risultando la stessa piuttosto spoglia e malridotta, è nel complesso della sua esistenza che questa misteriosa dimora regala sensazioni forti. Sia chiaro, siamo abituati ai luoghi abbandonati, decadenti, dall’aspetto vetusto e arcano e non siamo facilmente impressionabili. Nessun lamento, nessun sussurro, nessuna porta sbattuta o segno di strane presenze: è la malinconica decadenza di questa grande, austera ed essenziale dimora ad averci colpito e messo a disagio. E le grandi querce del parco sembrano davvero volere custodire e celare un segreto che a noi non è stato svelato… almeno non ancora. 

 

L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.


 

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