La Villa che ha attraversato il tempo

Villa C. è una splendida dimora realizzata alla fine dell’800, per volere di un noto imprenditore come regalo di nozze alla moglie. Il complesso, davvero sontuoso, è costituito da un lussureggiante parco in cui ci sono un corpo principale, cioè la villa vera e propria, un giardino d’inverno, e due fabbricati di cui non abbiamo reperito notizie circa la natura e l’utilizzo. 

Pur risentendo dello stile in voga in quel particolare periodo, a cavallo tra i due secoli, di grande fermento culturale Villa C. ha la particolarità di contenere al suo interno riferimenti a diversi stili differenti, appartenenti a epoche diverse. Ed è questa una caratteristica che rende la Villa ancora più preziosa. Se dunque il richiamo al liberty è più che evidente nella architettura, nelle rifiniture e soprattutto negli elementi di corredo della Villa, percorrere il suo interno è come un onirico viaggio in epoche lontane. Secondo il gusto dell’epoca, lo stile neogotico andava usato per gli edifici sacri, e quelli neorinascimentale oppure neo medievale per gli edifici civili. Nella Villa troviamo applicati questi principi. Purtroppo, nonostante il grande pregio architettonico e storico la villa non è vincolata ed è quindi a rischio di speculazioni che potrebbero fare cambiare, e quindi sparire, per sempre questo gioiello. 

Entriamo virtualmente adesso nella Villa principale. Tutta la Villa è una continua ricerca dello stile e una rivelazione della personalità di chi l’ha costruita. La filosofia di base è che per ogni ambiente dovesse essere utilizzato lo stile più consono all’uso cui quell’ambiente era destinato. Appena varcato l’ingresso si accede ad un primo elegante ambiente che immette quasi subito in quella che era la sala da pranzo che è stata realizzata in stile neo medioevale. Un grande camino con scudi e blasoni si appoggia ad una parete con un meraviglioso parato ricco di motivi dal gusto medioevale che richiamano un ricco banchetto: animali da caccia, selvaggina, frutta etc. Bellissime le ante a vetri piombati a motivi medievali. Alzando lo sguardo non si può non rimanere colpiti dal soffitto a cassettoni che riprende i motivi del parato con selvaggina e scene di caccia. 


LA SALA DA PRANZO

Dalla sala di pranzo si accede ad un salottino in stile neo-rinascimentale. Si tratta di un fumoir, un salone dove gli ospiti potevano intrattenersi bevendo un liquore e fumando, magari dopo pranzo o cena. Il soffitto a cassettoni è decorato con motivi rinascimentali così come il parato che fornisce una illusione di tridimensionalità dei motivi. Anche i vetri cd. a “corona” sono di gusto rinascimentale. 

IL FUMOIR

Secondo l’antica tradizione delle dimore nobiliari, gli ambienti dovevano essere posti uno in fila all’altro, come in un sentiero che portava agli invitati a vederli tutti attraversandoli. Ed è così che usciti dal fumoir si percorre un passaggio che conduce alla Sala d’oro, il salone delle feste. Oggi si può solo immaginare lo splendore del mobilio e dei parati. Infatti. la sala è una tra le più ammalorate della villa ed ha un aspetto decisamente poco regale e molto spettrale. Qui curiosamente abbiamo l’uso di uno stile ancora diverso, il cd. “barocchetto”, uno stile molto frivolo e quindi adatto ad un salone delle feste e del piacere. I soffitti sono a stucco con motivi. 

IL SALONE D'ORO


Tornando verso l’ingresso c’è un salone centrale con un elegante scalone che porta al piano superiore dove c’era la zona notte. La prima cosa che si apprezza al piano superiore è il bellissimo lucernario di cui purtroppo si sono persi i vetri e le decorazioni. Attraverso il lucernario sono visibili gli alloggi della servitù. 


Attraverso il lucernario sono visibili gli alloggi della servitù. Dal piano si accede in un primo salottino che aveva funzioni di Cabinet, una sorta di enorme cabina armadio e da lì ad un loggiato che affaccia sul parco. Dal lato opposto attraverso una cappuccina (corridoio di distribuzione) che immetteva alle camere dei bambini, di cui ben conservata c’è una camera da gioco, e la scala di servizio che portava agli ambienti della servitù. Sempre sul piano si aprono gli ambienti padronali, con una grande camera da letto ed una stanza più piccola che veniva usata come una sorta di piccola cappella privata. Bagni ed antibagni sono molto belli ma mostrano anche molti rimaneggiamenti ed adattamenti.



Uscendo dalla villa, sul fianco è possibile vedere seminascoste ormai dalla vegetazione diverse gabbie. Qui vi era una sorta di piccolo zoo dove venivano custoditi animali esotici di vario tipo. 

Passiamo ora all’edificio giallastro a vetri che si trova di fianco alla villa. È il cd. Giardino d’inverno, una vera chicca della villa, molto ricercato nelle finiture cui è stata dedicata grande attenzione e cura. Questo padiglione di ben 150 mq. estremamente raffinato veniva usato sia come serra che come sala da ricevimento; una particolare tradizione del giardino coperto tanto in voga nelle ville patrizie a partire del 600. Il pavimento era in parquet come in molti saloni della villa. In seguito, questo padiglione fu adibito a rettilario e questo spiega la grande quantità di vecchi termosifoni e la teoria di rocce che doveva ricreare un habitat naturale per i rettili. Il pavimento originale in parquet è ancora visibile all’ingresso. Alzando lo sguardo si nota un soffitto ligneo decorato molto ricercato con lumi di gusto orientaleggiante. In realtà si tratta di un contro soffitto che nasconde il meccanismo per gli oscuranti che scorrendo sui bei vetri acidati decorati permettevano di dare ulteriore frescura al padiglione nelle torride giornate d’estate. Belle maioliche, ritraenti varie scenari naturali, uccelli esotici (cigni, pavoni etc.), rendevano il tutto ancora più raffinato ed elegante.


IL GIARDINO D'INVERNO

E veniamo alla nostra esplorazione. La villa, strano a dirsi, era completamente aperta, senza alcun sistema di dissuasione e di difesa. Niente cartelli, niente allarmi, niente telecamere. Almeno nel nostro caso, il cancelletto era solo socchiuso ed anche il portoncino di ingresso alla villa era spalancato. La villa ormai è vuota, ma non sembra essere stata vandalizzata. Questo forse dipende dal fatto che è in pieno centro abitato e proprio attaccato c’è un commissariato di polizia, che dovrebbe dissuadere ladri e vandali. Veniamo, però, smentiti non appena visitiamo i piani superiori trovando segni di molti bivacchi recenti. E, infine, incontriamo un personaggio molto poco amichevole che con toni minacciosi e accento marcatamente dell’est ci invita ad andare via da quella che indica essere la sua casa. Non sapendo nemmeno se fosse da solo o ce ne fossero altri, decidiamo di andare via. 

La preoccupazione per la sorte di questa magnifica villa è concreta e legittima. L’evidente abbandono, l’incuria, gli abusivi e l’alea di una possibile futura speculazione inducono a pensieri alquanto negativi sulla sopravvivenza di questo luogo incantato, che meriterebbe ben altra considerazione e tutela. 

L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.

 

Treespassing private properties is both illegal and dangerous.


 

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