LA CHIESA DEL MONTICELLO

La chiesa del “Monticello”, dalle originali linee architettoniche, si trova nel comune di Vitulazio, al confine con quelli di Camigliano e Pastorano. Il suo nome forse deriva dal fatto di sorgere su una collinetta. Nel 1688, il barone don Domenico de Capua discendente dell’omonima famiglia Capuana a proprie spese fece ampliare e abbellire la cappella di S. Maria a Monticello o monte Murolo. Alla fine dell’ottocento, la chiesa era passata dalla famiglia De Capua all’avv. Salvatore Iovino, e in seguito al figlio Alfio, che aveva provveduto alla custodia e alla cura di tale luogo. La chiesa fu danneggiata in maniera molto grave durante la seconda guerra mondiale ed è stato teatro anche di tragedie di guerra.

Il Comune di Camigliano, ubicato tra le linee difensive tedesche Viktor e Barbara, durante il mese di ottobre 1943 fu teatro di alcuni episodi di violenza. In quei giorni avvennero scontri cruenti a nord di Napoli. I tedeschi cercavano di rallentare l’avanzata alleata verso il fronte del Volturno, che, secondo i piani, doveva essere mantenuto fino al 15 ottobre per garantire l’allestimento delle successive linee difensive. Tra il 1° ed il 17 ottobre 1943, alcuni reparti tedeschi della XIV Panzer korps division Hermann Göring perpetrarono una serie di uccisioni, che provocarono la morte di dieci persone, gran parte delle quali erano militari italiani “sbandati”. Il 17 ottobre, verso le 9.00, alcuni soldati tedeschi in ritirata, mentre attraversavano l’abitato di Vitulazio, incrociarono una trentaduenne che aveva tra le braccia suo figlio di circa tre mesi. Spaventata dalla vista dei militari, cercò di trovare riparo nell’abitazione paterna ma fu raggiunta da un colpo di fucile che la fece stramazzare al suolo uccidendola all’istante. Il suo bambino morì poco più di tre mesi dopo. Nella stessa giornata, altri civili furono uccisi nei pressi della chiesa del Monticello, durante probabili tentativi di fuga dai rastrellamenti.

La chiesa è rimasta aperta al culto dei fedeli fino agli inizi degli anni 60, per poi cadere in uno stato di progressivo abbandono e degrado. Quest’antica chiesa oggi è fortemente ammalorata, nonostante sia stato un importante luogo di fede. Infatti, pur essendo una modesta cappella dedicata alla Vergine del Rosario, raffigurata nell'abside insieme ai Santi Domenico e Nicola, è sempre stato un luogo di culto da parte di tutti quelli che vivevano nei paesi limitrofi. Specialmente nei momenti di bisogno solevano andarci in processione cantando le lodi alla Vergine e recitando il Rosario. L’otto settembre di ogni anno in questo luogo si svolgeva una festa. Dai numerosi casali sparsi nelle campagne accorrevano numerose persone anche per assistere alla fiera degli animali, dove si potevano concludere diversi affari come la compera del suino. Al tramonto si svolgevano i riti religiosi e nella tarda serata vi era qualche spettacolo musicale. Per le sue splendide forme e la sua importanza meriterebbe ben altra sorte. 

NOTIZIE STORICHE: PRO LOCO CAMIGLIANO

 

L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

 

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