LA CASCINA DELLA FIAT 1100

Questo cascinale di campagna ha risvegliato in noi inquietanti fantasie horror splatter.

Su invito di un caro amico ed esperto urbexer, di cui non faremo il nome per proteggerne la privacy, siamo andati in una piccola frazione emiliana ad esplorare questa casa. È isolata, in aperta campagna; ci si accede attraverso una strada sterrata: un gruppo di case sullo sfondo e poi solo campagna tutto intorno. È ben riconoscibile perché ha una vecchia Fiat 1100 fuori, adagiata vicino una grande quercia. La casa è aperta e sicuramente abbandonata dai proprietari, vista la confusione che regna unita alla sporcizia e alla assoluta mancanza di segni di vita quotidiana. Sembra essere stata nel tempo la casa di un occasionale accumulatore seriale poiché molte stanze, non solo la rimessa, sono ingombre degli oggetti più disparati. Tuttavia, la caratteristica davvero inquietante di questo luogo è la disarmonia o, se preferite, la distonia che c’è tra il pian terreno, austero quasi funebre, ed il primo piano. Il piano terreno ha un mobilio nero molto datato, con ovunque candele, madonne, santi e vecchie foto in bianco e nero di vecchie signore. La cucina è un cumulo di vecchie cose che rende quasi irriconoscibile ed invisibile i mobili. 

Una scala di legno molto rozza conduce al primo piano dove regna l’atmosfera del piano di sotto…tranne che in una stanza. Entriamo subito in una stanza da letto con un pesante armadio di legno, e un letto di ferro battuto nero ed una commode, anche questa di legno scuro. Una stanza attigua ha un “fuco” di vespe gigantesco, ma apparentemente disabitato, grande quasi quanto la finestra per cui non ci fidiamo a rimanerci a lungo. Su una consolle ci sono due vecchissime radio, due autentici pezzi di antiquariato, ed alcune cose di gusto orientale: un servizio da tè ed un ventaglio.

Questa casa sembrerebbe, dunque, essere stata abitata da persone tradizionaliste, semplici, morigerate e timorate di dio. Tuttavia, quello che vediamo nell’ultima stanza ci lascia di stucco: un gigantesco archivio di pornografia anni ‘70-‘80, per lo più riviste e VHS. Non è assolutamente un giudizio morale il nostro e non ci siamo tanto sorpresi per la presenza di materiale pornografico, quanto per la quantità ed il contrasto con tutto il resto. La distonia che mostra questa casa l’abbiamo subito associata a quella di un possibile abitante, magari temporaneo ed abusivo; ed abbiamo immaginato una persona fortemente disturbata che commette crimini a sfondo sessuale per poi espiarli al pian terreno, con strani rituali, innanzi alle foto feticcio delle anziane della famiglia. Abbiamo istintivamente pensato: “ecco, ora sentiamo dei rumori … è lui che torna e siamo in trappola”. Forse susciteremo l’ilarità di qualcuno ma, dopo essere entrati nella “stanza erotica” e superato lo stupore, abbiamo provato un improvviso forte disagio e abbiamo preferito lasciare la casa più velocemente possibile, evitando anche di andare a vedere cosa ci fosse in soffitta.

Non ci rimane che ringraziare A.C., che ci aveva anche avvisato che avremmo avuto una singolare sorpresa, di averci rivelato di questa cascina e averci fatto vivere delle davvero strane emozioni. 

L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.

 

Treespassing private properties is both illegal and dangerous.


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