L'OSPEDALE DI BENEFICENZA

TIPOLOGIA: ex complesso ospedaliero

STATO DEI LUOGHI: fatiscente/molto fatiscente

ACCESSO: facile

MOTIVO ABBANDONO: dismissione ex lege

INTERESSE: fotografico e storico

TAG: #urbex  #urban exploration #abandoned

Spesso il passato ha molto da insegnare e non sempre il futuro migliora le cose.

E’ il caso di un comune dell’entroterra campano, provincia casertana. Voluto da Don Nicola Rinaldi, nel 1872 fu costruito un piccolo Ospedale di Beneficenza per i poveri, in aderenza ad una ben più antica chiesa, la Chiesa A.G.P. della S.S. Annunziata, edificata nel XVII secolo dai Frati Agostiniani. Dopo aver egregiamente assolto alla sua funzione e garantito un presidio sanitario in un territorio che non ha tante risorse, l’ospedale divenne in tempi più recenti preda di una speculazione, di uno spreco di denaro pubblico che lo ha condannato, alla chiusura prima e all'abbandono poi.

 

Nel 1992 si decise di ampliare l’antico nosocomio, costruendo una nuova ala più moderna, per la quale furono spesi molti soldi e impiegate molte risorse. Che la classe dirigente italiana non abbia mai avuto alcuna visione è testimoniato dal fatto che a pochissima distanza da questo ampliamento l’ospedale fu dismesso. In applicazione della legge 724 del 1994 che prevedeva la riconversione di presidi ospedalieri ritenuti improduttivi, il 27 luglio 1995 la giunta regionale della Campania deliberò la chiusura dell'ospedale lasciando senza presidio sanitario un bacino di quasi 45mila utenti. Peraltro, la norma fu male interpretata perché non prevedeva affatto l'obbligo di chiusura di ospedali situati in comunità montane. Erano da poco state costruite nuove sale operatorie, nuovi reparti dotati di attrezzature di ultima generazione. Appena dopo la folle decisione di chiuderlo, l’ospedale divenne preda dei ladri con danni calcolabili in svariati miliardi delle vecchie lire. Apparecchiature costate centinaia di milioni furono abbandonate lì, incustodite e preda di chiunque. 

Ancora oggi è possibile toccare con mano tutto ciò; nella nostra esplorazione, che non ha incontrato alcun ostacolo né alcun avviso di divieto, abbiamo trovato enormi stanzoni ingombri di tanti macchinari, ormai inservibili ed obsoleti: apparecchiature per radiografie, ecografie, scatoloni di medicinali e dispositivi sanitari (tute, copri scarpe, guanti etc.) ancora intatti. Addirittura, ed in tempo di Covid questo ci ha ancora più rattristato, alcuni respiratori polmonari…già quei respiratori di cui si registra la scarsità nei reparti di terapia intensiva italiani. Una sorta di barella incastrata sotto la cabina di un ascensore ne blocca la corsa. Qualche ambiente, come la grande lavanderia e la sala caldaie è stato risparmiato. 

L’abbandono, l’incuria, il degrado, sono visibili già dall’esterno. Un’ autentica selva di rovi ha ormai aggredito proprio la parte più nuova celandola quasi alla vista.  La parte peggio ridotta è quella più antica. Ovunque, vetri rotti, igienici sradicati.  Porte, finestre, marmi, antichi portali eradicati. Una parte è allagata con visibili e copiose infiltrazioni dal tetto. 

L'ORATORIO DELLA CHIESA VECCHIA

La polemica è tutt'altro che sopita. L’amministrazione locale da anni si batte per l’ospedale.  Dice il Sindaco: “Il nostro era un ospedale che serviva un vasto bacino d’utenza, garantiva il diritto alla salute a migliaia di utenti, ora costretti a fare decine e decine di km per raggiungere l’ospedale più vicino, spesso rischiando la vita.”

Ma l’ospedale rimane così, un fantasma testimone dell’inefficienza e dello spreco della nostra classe “dirigente”. Particolare inquietante è che i telefoni sono ancora attivi, anche se non collegano i reparti ma una disgraziata famiglia del posto che non dorme sonni tranquilli per colpa della linea “fantasma” dell’ospedale.

 

IL GRUPPO DI URBEX CAMPANIA DI QUESTA ESPLORAZIONE: Giovanni R.F., Anna A.C., Valentina M. A., Alfredo, Anna D., Mario M.

 

L'esplorazione è stata fatta nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.


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