FOSSA,IL PAESE ABBANDONATO

L’Italia non è il paese delle grandi metropoli. Lo testimonia il fatto che anche le grandi città non si distinguono per modernità e tecnologia, ma piuttosto per essere uno scrigno d’arte e di storia: vedi ad esempio Roma, Napoli, Firenze, Bologna, Torino, Palermo etc. I piccoli borghi, nucleo originario da cui poi sono nati centri urbani sempre più grandi e avanzati, sono l’essenza e l’identità di un paese che ha la sua cifra nell’arte e nella tradizione. Purtroppo, l’isolamento, la mancanza di lavoro e le sirene degli agi dei grandi centri urbani hanno spopolato da decenni i piccoli borghi a favore delle grandi città. Tuttavia, non è solo la mancanza di lavoro o la ricerca di un futuro più prospero, ma anche le avverse condizioni ambientali come frane e terremoti ad aver segnato per sempre decine di piccole comunità. Il fenomeno è molto più evidente nel sud e nel centro Italia, poiché l’appennino è zona ad alto rischio sismico ed anche la vetustà di molte comunità montane e contadine, costruite senza grande attenzione alla geologia del territorio, ha contribuito all’abbandono. Il risultato è che il nostro paese abbonda di “ghost town”, città fantasma più o meno conosciute dal pubblico, italiano e straniero, di urbexer. Le ghost town dei terremoti poi sono quelle più note. Quella di cui parliamo adesso è tra le più famose, non solo per la sua bellezza ma anche per la sua importanza storico monumentale. Insomma, non si tratta del solito paesino di montagna prevalentemente a vocazione contadina, ma di una comunità molto antica e con un grande passato, come testimonia il centro storico. Esplorando la città infatti, non si può non notare una marcata differenza tra le case del nucleo storico e quelle più periferiche, sicuramente più semplici.

Stiamo parlando del borgo di Fossa in Abruzzo. Siamo stati in dubbio se rivelare o meno quale fosse il luogo esplorato che compare nelle nostre immagini, dal momento che Fossa è stata a lungo depredata e vandalizzata, anche se il paese è arcinoto e non solo tra gli urbexer. Tuttavia, riteniamo che per dare un contributo, se non alla rinascita ma quantomeno alla sua protezione e valorizzazione di Fossa, sia necessario parlarne e mostrarne i tesori e le bellezze. Il silenzio non ferma i vandali ed i predoni; la sensibilizzazione che segue la valorizzazione delle bellezze di questa perla d’Abruzzo invece ha sicuramente l’effetto di alzare il livello di attenzione e scuotere le coscienze di chi deve intervenire. A dire il vero, chi si occupa del paese è pienamente cosciente del dramma e soffre moltissimo nel non riuscire ad intervenire efficacemente. Abbiamo potuto parlare con i pochi abitanti rimasti, tra cui anche il primo cittadino, e tutti lamentano un colpevole abbandono da parte dello Stato centrale e una totale mancanza di mezzi per fare fronte allo sciacallaggio e alla naturale decadenza. Ricordiamo che moltissime case hanno ancora al loro interno i mobili e gli effetti personali degli abitanti scappati dopo il devastante sisma dell’aprile 2009 che ha sconvolto l’Abruzzo. Per non parlare degli edifici dall’elevato valore storico, come la Chiesa dell’Assunta o palazzo Bonanni per fare degli esempi, anch’essi vittime di saccheggi. Qualcosa è stato fatto, alcuni tangibili segni di ripresa si notano nella parte bassa del paese, testimoniati dalla presenza di cantieri e alte gru. Ma il rischio grande è che Fossa perda la sua identità e con esso tutta l’Italia perderebbe un luogo che invece andrebbe protetto e per quanto possibile ripristinato. Invece l’oblio definitivo, rischio di tutte le città fantasma, è dietro l’angolo. 

Che Fossa non sia un luogo qualsiasi è testimoniato dalla sua antica origine. Passato in proprietà a duchi e baroni nel corso dei secoli, il borgo iniziò ad espandersi dalla fine del XIII sec in maniera concentrica intorno al vecchio nucleo fortificato. L’aspetto è quello tipico dei borghi alto medievali con stradine strette, tortuose e spesso in forte pendenza. Vera peculiarità di Fossa sono gli archi. Gli archi permettevano (e permettono), in una struttura urbana con strade strette e lunghe, di passare rapidamente da una stradina all’altra senza doverla attraversare tutta per svoltare. Gli archi non erano solo un passaggio; al di sotto di essi lavoravano artigiani e piccoli commercianti vendevano la merce al riparo dalle intemperie o dalle calure estive. E dunque gli archi, oltre ad assolvere a funzioni di viabilità, erano dei luoghi molto animati, dove si svolgeva parte della vita del paese. 

Nella parte più antica si notano subito il Castello che domina tutto l’abitato e che fu in uso fino a tutto il XVII secolo e la trecentesca Torre dei Campione, una casa fortificata in cui il piano terra era adibito a locale per commercio, il primo piano ad abitazione ed infine l’ultimo aveva funzione di difesa dove si sarebbero rifugiati gli abitanti in caso di attacco armato. Per rimanere nella storia più recente, le mura di Fossa vennero coperte da motti fascisti che ancor oggi sono ben visibili nelle strade.

Il centro storico è impreziosito da numerose residenze nobiliari di cui si notano subito i portali di pietra con stemmi e blasoni. Abbiamo notato una curiosa singolarità: molti portali presentano il sole con il monogramma IHS Jesus hominum salvator; si tratta di uno stemma francescano e simbolo di Bernardino da Siena (San Bernardino) segno che forse in passato vi era grande venerazione in questa comunità per questo personaggio. 

Dunque, un concentrato di storia, architettura ed arte in un’area assai circoscritta, a testimonianza dell’importanza di questo borgo, in cui si accavallano secoli di miti e leggende che hanno caratterizzato la cultura di questo piccolo centro urbano. 


A Fossa fa una certa impressione (e rabbia) vedere una chiesa imponente e bella come quella dedicata alla Vergine Assunta alla mercé di chiunque voglia depredarla o danneggiarla. La chiesa originaria, non più esistente, era della seconda metà del 1200. Fu riedificata in seguito al devastante terremoto del 1703 e ne mantiene l’aspetto. A navata unica, con l’abside ormai completamente ingabbiato in una struttura di contenzione di tubi innocenti è ornata da un ricchissimo soffitto ligneo completamente decorato e arricchito da parti in foglia d’argento. Il soffitto venne realizzato nella fase quattrocentesca e di seguito riadattato alle nuove dimensioni del soffitto settecentesco e vennero quindi inserite internamente due enormi tele, raffiguranti la prima un’Assunzione della Vergine e la seconda un’Immacolata, tra angeli e Santi con il Beato Bernardino da Fossa. Settecentesco anche l’organo completamente decorato in foglia d’oro, di grande bellezza. 

Tutto questo oggi muore lentamente nel silenzio della valle d’Ocre, congelato come la neve che cade copiosa in inverno. Le case, molte protette, molte altre aperte mostrano attimi di vita quotidiana cristallizzati: mobilio semplice e retro, vecchi televisori a valvole, vestiti sui letti come tirati fuori in fretta per una fuga, la tavola ancora parzialmente apparecchiata, il frigo pieno di cibo scaduto. Fotografie, documenti, cartoline testimoniano che li c’era vita ed ora una coltre di polvere e ragnatele ricopre tutto. Molti edifici sono in penombra rischiarata solo dagli squarci nei muri e nei tetti o da qualche finestra rimasta aperta. Alcune case rivelano chiaramente chi fosse il proprietario, altre sono più anonime. Una, molto bella, è conosciuta come la casa dell’avvocato; alcuni documenti e un ritratto del 53 in camera da letto ci dicono infatti che quella era la casa dell’avvocato D. L. Su due livelli come molte case di Fossa, la cucina e ambienti di servizio sono al piano terreno, mentre una grande camera da letto con terrazzo è al primo. Nella camera c’è un bel letto di ferro battuto con due comodini con lumetti e su di esso una foto del primo piano di una donna, probabilmente la padrona di casa o un’ava. Inoltre, ci sono due grandi bauli di legno ai piedi del letto e due cassettoni gemelli; su uno di essi alcuni ritratti a penna dell’avvocato con firma dell’autore, forse un amico. Nel salone con ampi squarci sopra le finestre, c’è un bel mobilio sporco e ammalorato ed appeso alla parete un albero genealogico della famiglia.

LA CASA "DELL'AVVOCATO"

Un discorso a parte merita Palazzo Bonanni, una residenza storica che già dal suo ingresso rivela la sua magnificenza. Il primo piano rivela saloni affrescati, una sala da pranzo con un monumentale camino e la presenza persino di un bel Forte piano. Il palazzo è dotato di una monumentale cantina ancora piena di botti di tutte le forge e dimensioni, nonché degli utensili per la lavorazione e conservazione del vino e dell’olio. 

PALAZZO BONANNI

Anche la Chiesa dell’Assunta è stupefacente con il suo enorme soffitto ligneo su cui campeggiano due grandi tele dipinte di cui si diceva. Una bella campana e alcuni grandi lampadari a gocce di cristallo giacciono per terra, forse sopravvissuti al terremoto e tirati giù per prudenza. Le cripte sono state profanate come dai pozzetti sollevati, uno dei quali rotto nel tentativo di aprirlo; da quest’ultimo abbiamo visto uscire diversi scorpioni di diverso colore e grandezza. In un angolo la lastra sepolcrale di qualche illustre personaggio reca la scritta: Ad te levavi animam meam, Deus meus, in te confido, non erubescam (A te elevo l'anima mia Dio mio, in Te confido, che io non arrossisca). È l’incipit del salmo 24 (BIBBIA Libro dei salmi). 

Fossa è un luogo pieno di meravigliose sorprese e non si finisce mai di scoprire cose nuove ed affascinanti. Purtroppo, è nello stesso tempo un luogo fragile, sottoposto alle ingiurie del tempo, messo in costante pericolo dai ladri e dai vandali. Uno dei tanti borghi abbandonati dallo Stato e la comunità locale fa quello che può per proteggerlo e salvaguardarlo, ben sapendo di non avere mezzi sufficienti.

 

 

L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato.  

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.

Treespassing private properties is both illegal and dangerous.

 


 

CONDIVIDI SU

select your language

PER CONTATTI usare il form o scrivere a: giovannifilangieri@gmail.com