EX OSPEDALE SANATORIO DI CHIETI

Nato come sanatorio negli anni della guerra, questo antico ospedale fu per molti anni un centro d’eccellenza per la cardiochirurgia. Chiuso nel settembre 2007, sequestrato dalla Guardia Forestale qualche anno dopo per “gestione illecita dei rifiuti” (veniva utilizzato come una discarica a cielo aperto di materiale biochimico), oggi appare come una grande, desolata “cattedrale nel deserto”. In tempi di covid, che hanno evidenziato la grave insufficienza di strutture sanitarie nel nostro paese, questo genere di abbandono lascia decisamente perplessi. L’ospedale, pur essendo di aspetto e di tecnica realizzativa datato non versa in condizioni di particolare criticità: non abbiamo riscontrato, fessurazioni, crolli o particolare degrado delle strutture murarie. Insomma, nella nostra poca esperienza in materia ci sembra facilmente recuperabile. In ogni caso, è certamente una delle strutture del genere da noi visitate nelle migliori condizioni. 

Per arrivare alla struttura si attraversa uno sterrato dove ci deve essere stato un cantiere che poi si è fermato. I macchinari presenti e lo sterrato indicano che si stava intervenendo ma la sensazione è che sia tutto fermo e da tempo. Arrivati al complesso ospedaliero notiamo una serie di sensori di allarme ma che probabilmente non sono più in funzione e risalgono all’epoca del sequestro. Infatti, ci passiamo tranquillamente davanti senza che suoni nulla o che arrivi nessuno. La struttura non è vigilata e non sono presenti avvisi di divieto anche se tutte le porte sono chiuse e le finestre basse sigillate, ma ricordiamo naturalmente che era sotto sequestro. Bisogna pertanto trovare un modo entrare.

Una volta all’interno, si vivono strane sensazioni legate al fatto che la struttura sembra a tutti gli effetti un ospedale fantasma; e ti aspetti da un momento all’altro di vedere delle zombie infermiere passare col carrello delle terapie dirette ai reparti o una compunta caposala dal colorito cianotico che ti dice “signori, qui non si può stare. Questa è una corsia di ospedale e non è orario di visite.” È un ospedale dal sapore decisamente retrò e tuttavia sembra ancora operativo. I vari reparti hanno ancora le camerate con i letti, i comodini, le bombole di ossigeno, i macchinari per le terapie. 

Nel reparto infermiere, si trovano ancora armadi con schedari pieni di documenti, cartelle cliniche, lastre, ecografie. Il reparto di radiologia ha ancora i macchinari per le rx, la tac, le ecografie. 

Un grande reparto di cardiochirurgia testimonia che questo fu un ospedale specializzato in questo settore. 

Un grande reparto è occupato da laboratori di analisi, mense ed anche una cappella cristiana.

Troviamo al pianoterreno anche una sorta di aula magna, dove probabilmente si tenevano esami e  corsi, universitari o specialistici. Infatti, troviamo non lontano in un’altra grande stanza molte tesi di laurea sparpagliate sul pavimento in ordine caotico. 

Il blocco operatorio ha ancora poco da mostrare: le grandi lampade, alcuni scheletri di letti operatori ed una tenera incubatrice. 

Il piano più caotico e avvolto nella semioscurità è il -1 dove c’è l’obitorio, un pianoforte verticale nero ancora in buone condizioni e tantissimi magazzini stracolmi di documenti ed apparecchiature informatiche e mediche. 

Hanno esplorato con noi e ci hanno fatto da guide due esperti urbexer di SPAZI INTERDETTI, Giovanna e Nico che ringraziamo ancora ed espressamente qui. 


L'esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. 

IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL'ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA "LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS", LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI.

 

Treespassing private properties is both illegal and dangerous.


 

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